INTERVISTA – Il famoso soprano uruguayano, veronese di adozione, torna in Arena per il 95° Opera Festival con due recite di Aida: «Ho cantato Aida per la prima volta in Argentina nel 2004. Il mio sogno si è avverato nel 2013 quando ho interpretato il ruolo in Arena nella produzione de La fura dels Baus, e poi con Zeffirelli per la centesima recita nel 2015» – Maria José Siri, il famoso soprano uruguayano, veronese di adozione, ritorna a Verona per il 95° Arena Opera Festival per due recite di Aida (16 e 20 agosto). Il nostro magazine l’ha intervistata. – Signora Siri, questo

RECENSIONE – Nel terzo movimento i caratteri migliori dell’orchestra. Ottimo il soprano Erika Grimaldi: timbro piacevole e luminoso, voce ferma e squillante. Una conferma il basso Ugo Guagliardo – Nella serata di Feriae Augusti 2017, nel terzo ed ultimo evento di gala del 95° festival lirico areniano, l’orchestra e il coro dell’Arena, nella sempre spettacolare cornice dell’anfiteatro veronese trasformato per l’occasione in “tempio sinfonico a cielo aperto”, hanno eseguito la IX sinfonia in Re minore op.125 di Ludwig van Beethoven. Eseguito e inevitabilmente anche “interpretato”, facendo un compromesso tra acustica amplificata e necessità tecnico-strumentali da osservare. I primi due tempi della

Il Maestro ha debuttato nell’anfiteatro di Verona con Tosca di Puccini nel 1984 e da allora è sul podio veronese ogni anno, tanto da diventare uno dei direttori più presenti nei cartelloni dell’Arena – A dirigere il Gala IX Sinfonia di Beethoven in Arena la sera del 15 agosto 2017 è il Maestro Daniel Oren. Dotato di un talento naturale e precoce, Oren perfeziona i suoi studi in Europa e nel 1975 vince il prestigioso Concorso “Herbert von Karajan” riservato a giovani direttori d’orchestra; inizia così, per lui, un’importante carriera internazionale. Dopo il debutto negli Stati Uniti, con la partecipazione al Festival dei

I caratteri di universalità di cui la IX sinfonia di Beethoven è portatrice risuonano come un manifesto nel coro finale, un’esortazione agli uomini di tutto il mondo ad abbracciarsi fraternamente. Daniel Oren: «tra le composizioni più vicine all’uomo moderno e alla condizione di crisi che lo travaglia» – Martedì 15 agosto alle 22 è in programma la terza serata evento del Festival Lirico 2017: nell’anfiteatro veronese risuoneranno le note della IX Sinfonia di Beethoven diretta da Daniel Oren, con le voci soliste di Erika Grimaldi (soprano), Daniela Barcellona (contralto), Saimir Pirgu (tenore, intervista di Opera Arena Magazine) e Ugo Guagliardo (basso). Le luci sono di

Il Marketing Territoriale è un lavoro d’alta sartoria, là dove il Territorio è un sistema vivente complesso, è ricucire pezzi di tela di un abito strappato o mai cucito, rendere visibile quel carattere, che diventa stile, unico, alla riscoperta di una identità, quello che per persone e luoghi è l’essenza, l’anima, il Genius loci. Minuta ma imperiosa nella presenza, Elvira Leonardi Bouyeurein, nota come Biki, è la sarta che nella Milano degli anni Cinquanta trasformò Maria Callas in un mito. Aveva, quest’ultima, una voce divina, donata da madre natura, ma una figura goffa e provinciale, non all’altezza; così la sua

INTERVISTA – Pirgu in Arena si è già esibito nel Don Giovanni e in Rigoletto mentre quest’anno è la voce tenorile per il concerto di gala: «La IX Sinfonia è un miracolo di composizione e per affrontarla il quartetto vocale deve esprimere il massimo» – Martedì 15 agosto l’Arena di Verona ospita il Gala IX Sinfonia di Beethoven (Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, “Corale”) sotto la direzione del Maestro Daniel Oren e con la partecipazione del soprano Erika Grimaldi, del contralto Daniela Barcellona, del tenore Saimir Pirgu e del basso Ugo Guagliardo. Orchestra e Coro (diretto dal Maestro Vito Lombardi)

RECENSIONE – Non nuovo ma ancora innovativo l’allestimento di Hugo de Ana per la Tosca areniana, con un cast vocale all’altezza, ben diretto da Antonino Fogliani – A più di dieci anni dalla prima volta nel 2006 e dopo altre quattro riprese areniane, Tosca del regista argentino Hugo de Ana, che firma anche scene, costumi e luci, conserva la sua grande forza espressiva. Ancora innovativo come concezione, questo allestimento punta sul simbolismo per creare effetti scenici di forte impatto, esaltando gli aspetti crudeli e morbosi contenuti nel libretto di Illica e Giacosa e mirabilmente sottolineati dalla musica di Puccini. Nella

INTERVISTA – Il mezzosoprano interpreta Carmen al festival di Bregenz, dove «prevalgono la natura, la maestosa grandezza della Seebune, il palcoscenico sul lago». Un teatro all’aperto, come lo è l’Arena di Verona, dove la Stroppa ha debuttato in Roméo et Juliette di Gounod (2014). Suzuki all’inaugurazione della Scala (2016). Domingo e Operalia. Muti e Salisburgo. Tre ruoli nel cassetto di «donne forti e dotate di una profonda emotività» – – Signora Stroppa, in Arena l’abbiamo sentita nel ruolo di Stéphano in Roméo et Juliette di Charles Gounod, nel 2014, per la regia di Francesco Micheli. Al momento sta interpretando il ruolo di

Nato a San Giorgio in Salici  il 18 giugno 1899, Lugo si trasferì a Milano e poi in Belgio, dove lavorò come minatore a Charleroi. Il debutto ufficiale fu con Tosca il 6 ottobre 1931 all’Opéra-Comique di Parigi. 25 mila persone entrarono in Arena per ascoltarlo, in un teatro che ne può contenere 15 mila – Per celebrare gli ottant’anni di Tosca in Arena, l’anfiteatro veronese ripropone il capolavoro di Giacomo Puccini dal 5 al 25 agosto, nel monumentale allestimento di Hugo de Ana. In quasi un secolo di recite, l’opera ha visto alternarsi una schiera di interpreti prestigiosi, ma a segnare

L’opera di Puccini sul palcoscenico dell’Arena di Verona per cinque sere, dal 5 al 25 agosto. Nel ruolo di Tosca sono protagoniste Susanna Branchini e Ainhoa Arteta, nei panni di Cavaradossi, Carlo Ventre e Marcelo Álvarez mentre Scarpia è interpretato da Ambrogio Maestri e Boris Statsenko. Dirige il Maestro Antonino Fogliani – Sabato 5 agosto alle 20.45 all’Arena di Verona va in scena Tosca, melodramma in tre atti su musica di Giacomo Puccini e libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. L’ultimo titolo operistico del Festival Lirico 2017 è proposto per 5 rappresentazioni nel maestoso allestimento del regista argentino Hugo de

Mercoledì 2 agosto 2017 a mezzogiorno, nell’ambulacro minore dell’arcovolo 4 dell’Arena di Verona è stata scoperta la statua in bronzo del celebre soprano greco Maria Callas, che rimarrà in quel luogo sino al termine della stagione operistica. La scultura in bronzo – alta 2 metri, del peso di 90 chilogrammi e realizzata con l’antica tecnica della fusione a Cera Persa – ricorda i 70 anni dal debutto della Divina nell’anfitatro veronese con La Gioconda di Amilcare Ponchielli, nel 1947, e i 40 anni dalla scomparsa,  avvenuta il 16 settembre 1977 a Parigi. Presenti il Maestro Nicola Guerini, presidente del Festival Internazionale Scaligero Maria

Dal 2010 l’Arena di Verona è “microfonata” con un impianto invisibile che potenzia il suono senza alterarne le caratteristiche ma tanto è bastato per scatenare le polemiche tra sostenitori della tecnologia e puristi – Dal 2010 l’Arena di Verona è dotata di un sistema di sound enhancement, di rinforzo del suono, che parrebbe tradursi in una sacrilega amplificazione. Il sound designer Mario Di Cola, assieme all’azienda K-Array e a Musical Box Rent hanno introdotto un sistema di amplificazione neutro che rinforza il suono prodotto in orchestra e sulla scena per farlo raggiungere le parti dell’anfiteatro più critiche per dispersione sonora.

RECENSIONE – Un ritmo brillante e un bilanciamento di scene magistrale e strategico accompagnano lo spettatore lungo i quattro atti dell’opera. Il giovane soprano Monica Zanettin è protagonista assoluta in Arena, non solo dal punto di vista dell’intreccio drammaturgico ma anche per carisma interpretativo – “Aida 1913”, nella prima di venerdì 28 luglio 2017, è sia un ritorno al Futuro sia un Passato che ritorna, naturalmente con tutte le lusinghe, buone e cattive, che la memoria reca con sé. I bozzetti delle scenografie utilizzati dal regista Gianfranco De Bosio sono del celeberrimo architetto veronese Ettore Fagiuoli, la cui mano è