4 Luglio 2019
Roberto Tirapelle (39 articles)
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L’étoile internazionale Petra Conti: «La mia carriera è iniziata a Verona»

INTERVISTA – L’artista danza per 16 spettacoli all’Arena di Verona: nella Traviata, dove è prima ballerina protagonista nel celebre e brioso Coro di zingarelle e mattadori, e in Aida –

L’étoile internazionale Petra Conti, Principal dancer del Los Angeles Ballet, già prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano e del Boston Ballet, dopo i numerosi impegni che quest’anno l’hanno vista protagonista in USA, Canada, Russia e Ucraina, consacra la sua estate in Italia dal 21 giugno all’8 agosto, principalmente impegnata per ben 16 recite nei due titoli verdiani di punta dell’Arena di Verona Opera Festival 2019: La Traviata e Aida.

Il trascinante carisma e la forte tecnica classica di Petra brillano quindi sul palcoscenico all’aperto più grande del mondo, vero e proprio tempio estivo della lirica mondiale, dalla serata inaugurale di venerdì 21 giugno, accompagnata dai complessi artistici areniani e sotto la direzione musicale del maestro Daniel Oren; infatti per La Traviata, proposta nell’ultimo, inedito e grandioso allestimento appositamente concepito per l’anfiteatro scaligero dal Maestro Franco Zeffirelli, Petra Conti è prima ballerina protagonista nel celebre e brioso Coro di zingarelle e mattadori del II atto, accanto a Giuseppe Picone che firma le coreografie. L’étoile è stat quindi ospite nella  recita del 28 giugno e in quelle dei giorni 11, 19, 25 luglio, 1 e 8 agosto.

Sempre nell’ambito della kermesse veronese, questa volta guidata dalla bacchetta di Francesco Ivan Ciampa, la Conti è tornata la sera successiva, sabato 22 giugno, per il titolo sovrano delle stagioni areniane, Aida. L’opera è proposta nell’immortale messa in scena di Gianfranco de Bosio, arricchita dalle raffinate coreografie di Susanna Egri, che rievoca, grazie allo studio dei bozzetti di Ettore Fagiuoli, l’edizione originale del 1913, che ha dato vita a Verona, oltre un secolo fa, al Festival lirico. Sotto il segno della tradizione, per il titolo più rappresentato in assoluto all’Arena di Verona e applaudito da milioni di spettatori provenienti da tutto il mondo, Petra interpreta la bella e contesa Schiava al fianco di Mick Zeni e Alessandro Macario. La ritroviamo quindi nelle repliche del 27 giugno, 5, 9, 12, 21, 24, 28 luglio – quest’ultima eccezionalmente diretta da Plácido Domingo – e 3 agosto.

– Signora Conti, ci sembra molto legata a Verona…
Petra Conti. «È verissimo. Sono molto legata alla città perché a Verona ho cominciato la mia carriera e perché ho incontrato la persona che sarebbe diventata mio marito. Infatti sono arrivata a Verona a 17 anni per fare Cenerentola (2007) con l’allora direttrice del corpo di ballo Maria Grazia Garofoli. Provenivo da Roma, dall’Accademia, ed è stato il mio primo grande balletto. Sono ritornata a Verona nel 2008 per fare Giselle al Teatro Romano e in quella occasione ho conosciuto Giuseppe Picone, che incontro quest’anno di nuovo in Arena, come partner. Poi sono ritornata a Verona nel 2017 per ballare in Aida. Successivamente nel 2018 e quest’anno. Il destino ha voluto che con mio marito e partner Eris Nezha ho avuto una carriera parallela e insieme adesso lavoriamo al Los Angeles Ballet».

– L’esibizione di una étoile in un contesto come l’Arena, e in un’opera lirica, è di breve durata ma può dare una emozione e uno slancio che dura tutta la vita? Cosa ne pensa?
Petra Conti. «Concordo totalmente. Innanzitutto la preparazione è più lunga dello spettacolo. Per Aida lo stress è enorme così come l’emozione  Ad un ballerino non capita mai di ballare di fronte a un pubblico così numeroso. In uno spettacolo all’aperto per noi ci sono condizioni di notevoli difficoltà: pedane, buchi, caldo, freddo, scivolamenti, attenzione a muoversi con le comparse. Nonostante ciò ballare in Arena è irripetibile. Nessuno può capire se non ha già ballato: è una esperienza straordinaria e ogni volta nuova. Dobbiamo dimostrare il massimo in cinque minuti. E a mio parere diamo un contributo grandissimo all’opera perché il ballabile del trionfo (Aida) è l’apoteosi, e il pubblico lo aspetta».

Petra Conti, Giuseppe Picone (photo MariAna)

Petra Conti, Giuseppe Picone (photo MariAna)

– Lei si sta dedicando anche a dei masterclass proprio a Verona, presso il Liceo Coreutico degli Angeli. Come è nata questa collaborazione?
Petra Conti. «Sono appena due anni che ho cominciato ad insegnare. Prima non mi sentivo all’altezza. Adesso che ho esperienza mi sento di condividere con le nuove generazioni molte situazioni pratiche che ho vissuto. Il liceo coreutico di Verona (anch’io avevo frequentato il Liceo ma non quello coreutico) mi ha contattato perché aveva notato alcuni miei post sui social. Faccio il consulente artistico e questo mi fa ritornare in Italia e a Verona almeno tre volte all’anno per seguire i masterclass».

– Ha dei punti di riferimento in qualche grande ballerina del passato o del presente o in qualche suo partner o maestro che ha conosciuto nella sua brillante carriera.
Petra Conti. «Innanzitutto il Maestro Zarko Prebil, che mi ha seguito dai tempi dell’Accademia di Danza a Roma. Mi ha insegnato la danza, la disciplina, l’amore per questa attività, mi ha dato fiducia in me stessa, mi ha formato. Alla fine mi ha consigliato di trasferirmi al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, e sono entrata come stagista, una posizione che non esisteva come straniera. Il secondo punto di riferimento è stato ed è Eris Nezha, partner e marito, come le ho detto prima. E’ stato l’altro mio maestro di danza e poi di vita, il mio mentore. Ho imparato la pulizia, la tecnica. Lui ha sei anni in più e questo nella nostra attività vuol dire molto».

– I prossimi progetti, magari oltre la danza?
Petra Conti. «Eris ed io stiamo costruendo un progetto per aprire una scuola di danza in California, dove manca una istituzione che fa esami di ammissione e rilascia ufficialmente dei diplomi, come a Roma. E dopo la scuola vorremmo fondare un Teatro che comprenda tutti gli organici. I teatri americani sono formati da tutte entità esterne private che si uniscono per fare uno spettacolo o una stagione».

– Ci sembra un progetto ambizioso, serviranno anche sostenitori e sponsor…
Petra Conti. «Siamo a buon punto perché a Los Angeles esistono sostenitori che amano e incoraggiano educazione, arte, cultura».

Ricordiamo che, per tutte le aspiranti ballerine, a Verona ci sono due straordinarie possibilità per conoscere da vicino la tecnica accademica e approfondire il metodo di studio di Petra Conti: dall’8 al 13 luglio infatti sono proposti masterclass di danza classica e repertorio tenute proprio da Petra nell’ambito del Summer Dance Campall’Educandato, all’istituto Agli Angeli di Verona, di cui l’étoile è Consulente Artistico del Liceo Coreutico. Le lezioni godranno della musica dal vivo dei pianisti accompagnatori dell’istituto e durante l’evento verranno effettuate riprese per il documentario Leave my body sulla vita di Petra Conti, prodotto dalla Inthelfilm e diretto da Alessandro Asciutto. Infine, la settimana dal 15 al 18 luglio Petra vola a Quarto (Napoli) per Evento MOB, campus che riunisce grandi artisti di fama internazionale del mondo della danza in una manifestazione di altissimo livello rivolta a giovani danzatori di talento e coreografi emergenti.

Roberto Tirapelle
Si ringrazia IBC Irma Bianchi Communication – Tania Cefis

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle, nato a Verona e laureato a Bologna, è un giornalista-pubblicista, critico cinematografico internazionale e studioso di musica. Collabora con la testata Mediartenews e svolge attività come addetto stampa presso importanti istituzioni veronesi. Ha scritto alcuni libri di cinema e musica. roberto.tirapelle@libero.it

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