13 Settembre 2019
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Per Gasdia il festival lirico in Arena come una falange macedone

Il Direttore generale Gianfranco De Cesaris: «Deve essere immediata la percezione che Verona è la città della lirica».

Sabato 7 settembre, con l’ultima rappresentazione dell’Aida, l’Opera Festival di Verona ha chiuso la 97ª stagione. Significativo, rispetto al 2018, l’aumento percentuale sia di pubblico che di incassi che, in entrambi i casi, rappresenta il miglioramento più importante degli ultimi sei anni.  Ad illustrare il bilancio del festival lirico, mercoledì 11 settembre 2019, è stato il sindaco e presidente della Fondazione Arena Federico Sboarina, insieme al sovrintendente della Fondazione Arena Cecilia Gasdia e al direttore generale Gianfranco De Cesaris. Presenti anche i membri del Consiglio di Indirizzo Giuseppe Riello, Flavio Piva, Paolo Bedoni, Gabriele Maestrelli e il responsabile eventi extra lirica Gianmarco Mazzi.

«Questa stagione è figlia di quel progetto che avevo in mente per la nostra Fondazione quando sono diventato sindaco, e che ho condiviso con istituzioni e partner cittadini che ci hanno creduto – ha detto il sindaco –. Un successo di squadra, dove i veri protagonisti sono i lavoratori della Fondazione Arena, una macchina che non si ferma mai e che, calato il sipario di un’opera, è già al lavoro per un nuovo allestimento. Questo, però, non va inteso come un traguardo, bensì come una tappa di un percorso ancora lungo. Certo sono numeri che parlano da soli, tanto più se si considera la situazione in cui versava la Fondazione quando si è insediato il nuovo Consiglio di indirizzo, l’8 gennaio 2018, sull’orlo del fallimento e in regime di commissariamento. Ed è anche la dimostrazione che aver messo professionisti competenti alla guida di Fondazione e aver scelto di alzare l’asticella della qualità, sono state carte vincenti. L’ente lirico è un gioiello nel gioiello, non solo perché dà lavoro a centinaia di famiglie, ma perché produce quella cultura che ci rende unici al mondo, con un indotto economico a vantaggio di tutto il territorio. Ora ci aspetta la sfida di rendere strutturale questa stabilità e migliorare ancora di più la qualità degli spettacoli».

Cecilia Gasdia, direttore VAO di Verona

Cecilia Gasdia, direttore VAO di Verona (Photo Dama Rossa & partners)

«Il festival areniano è come una falange macedone, un piccolo paese che lavora dentro l’anfiteatro» ha detto Gasdia, alludendo al numero di lavoratori che in estate arriva a 1500. Per il sovrintendente il successo dell’ultimo festival è dovuto soprattutto all’elevata qualità artistica che ha caratterizzato tutti i 51 spettacoli andati in scena, dal primo all’ultimo. «Oltre agli artisti di fama mondiale che hanno solcato il palco quest’estate, ad ogni spettacolo vi era un cast di altissimo livello, che è stato sicuramente apprezzato dal pubblico appassionato e conoscitore dell’opera. Siamo partiti con il botto, con la prima in mondovisione in ricordo di Zeffirelli, ma tutta la stagione ha registrato numeri da record, compresa l’ultima Aida che è stata vista da 11 mila spettatori. Questi risultati ci ripagano del lavoro svolto e ci danno entusiasmo per i traguardi che ci aspettano i prossimi anni, primo tra tutte la centesima edizione del festival nel 2022».

Al direttore De Cesaris il compito di spiegare i numeri del 97° festival. In 51 serate ci sono state 426.649 presenze, pari all’8,56 per cento in più rispetto all’anno scorso. Segno più anche per l’incasso, che ammonta 26 milioni 674 mila euro (+11,13% rispetto al 2018), per una media di 523 mila euro a serata. «Questo festival, al di là dei numeri importanti, lo ricorderò per la positività che ho percepito nei confronti della Fondazione Arena e della stagione lirica – spiega De Cesaris –, come se finalmente la città sentisse il senso di appartenenza verso l’ente lirico e il lavoro che viene svolto per il bene della comunità. In questa direzione va anche il progetto per fare di Verona la capitale dell’opera, con le scenografie areniane disseminate in tutta la città. Nei cittadini, così come nei turisti, deve essere immediata la percezione che questa è la città della lirica e che la Fondazione ha un ruolo centrale nella città».

Gianfranco De Cesaris alla conferenza stampa di presentazione di Arena Opera Festival 2019 (photo OAM)

Gianfranco De Cesaris alla conferenza stampa di presentazione di Arena Opera Festival 2019 (photo OAM)

L’edizione 2019 del Festival è stata sostenuta da una capillare attività promo-marketing che quest’anno ha visto Fondazione Arena presentare il proprio cartellone a Milano, Roma, Bologna, Venezia, Mantova, Rimini, New York, Mosca, Berlino, Vienna, Monaco di Baviera, Dubai, Madrid e Shangai con concerti, conferenze stampa, incontri pubblici, fiere e workshop di turismo. Il Festival ha incrementato l’attenzione delle grandi televisioni straniere a partire dall’inaugurazione 2019: il creatore del nuovo allestimento de La Traviata aveva sognato per oltre dieci anni questo momento e la presenza delle massime autorità politiche era già stata annunciata, quando Franco Zeffirelli si è spento a pochi giorni dalla prima. L’ultimo sogno del maestro fiorentino è stato trasmesso in diretta da RAI1 e in mondovisione, per la prima volta nella storia del Festival areniano, per un pubblico di 2 milioni di telespettatori oltre a quelli che gremivano l’anfiteatro. Questo è stato solo l’inizio di una stagione sotto i riflettori e, in due casi, sotto le telecamere HD che hanno ripreso il leggendario cast delle prime tre serate de Il Trovatore e per l’unicum della Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night. La registrazione di UNITEL è stata trasmessa sui canali ZDF, 3Sat e sui canali pubblici France Télévsions ed è destinata alla proiezione nei cinema e alla realizzazione di dvd.

La ripresa video di questi tre titoli non è l’unica presenza di telecamere all’Arena di Verona, che hanno contato tutte le testate web, radio e tv locali, più volte le televisioni nazionali e altre dieci diverse emittenti straniere, provenienti da Austria, Germania, Francia, Svizzera, Turchia, Romania, Bosnia-Erzegovina e Russia, che hanno dedicato interviste tanto ai grandi protagonisti quanto ai singoli lavoratori di ogni settore che la compongono, e format di approfondimento speciale sull’Arena di Verona, sulla sua stagione di crescente prestigio internazionale e sul suo affascinante, ricco e complesso funzionamento.

2019-09-11, conferenza stampa chiusura Festival areniano 2019

2019-09-11, conferenza stampa chiusura Festival areniano 2019

Quanto alla stampa vera e propria, il Festival 2019 ha contato 1.543 presenze totali accreditate, di cui oltre 389 concentrate sulla nuova Traviata, con una media di oltre 30 operatori per ogni serata e con richieste in esubero per i singoli eventi speciali di luglio e agosto che hanno attirato l’attenzione mediatica solitamente riservata alle prime. In tutto le testate presenti all’Arena di Verona sono state 598, comprendenti 103 pubblicate a mezzo stampa su territorio nazionale, 182 testate straniere, 34 radio/tv locali e 38 nazionali e ben 241 testate diverse del web. Fino ad oggi sono stati dedicati al Festival 2019 oltre 5.000 tra servizi e articoli (in costante aumento negli ultimi due anni) e molti altri sono di prossima pubblicazione, dalle testate specialistiche ai quotidiani locali e nazionali, dai blog agli speciali su riviste periodiche italiane e non. Gli articoli sono distribuiti per il 33% sulla stampa cartacea, il 51,9% sul web, il 12% in passaggi televisivi e il 3,1% in radio. Tra questi circa il 60,5% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e TV locali, il 18,1% dal panorama mediatico nazionale, il 9,4% dal regionale e il 12% da altre tipologie di diffusione e all’estero.

 

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