La Traviata, Giuseppe Verdi (sinopsi)
21 Giugno 2019
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La Traviata, Giuseppe Verdi (sinopsi)

La traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853. L’inizio dell’opera piacque al pubblico, ma dal secondo atto in poi cominciò a scemare e l’esito complessivo, a detta dello stesso Verdi, fu un fiasco. Il compositore sostenne ripetutamente (come aveva già lasciato presagire prima del debutto), che la responsabilità dello scarso entusiasmo del pubblico non era imputabile alla musica, ma ai cantanti, reputati non altezza sia vocalmente che fisicamente. In rotta con l’amministrazione del Teatro La Fenice, rea di non aver accolto le sue critiche sulla scelta degli artisti, Verdi decise di non autorizzare altre messe in scena de La Traviata se i panni di Violetta, Alfredo e Giorgio Germont non fossero stati indossati da artisti fisicamente e tecnicamente adeguati ai ruoli. A causa della forte critica alla società borghese del tempo, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma, Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, La Traviata dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX secolo al XVIII secolo.

Personaggi
VIOLETTA VALÉRY (Soprano)
ALFREDO GERMONT (Tenore)
GIORGIO GERMONT, suo padre (Baritono)
FLORA BERVOIX (Mezzosoprano)
ANNINA (Mezzosoprano)
GASTONE, Visconte di Letorières (Tenore)
BARONE DOUPHOL (Baritono)
MARCHESE D’OBIGNY (Basso)
DOTTOR GRENVIL (Basso)
GIUSEPPE, servo di Violetta (Tenore)
DOMESTICO di Flora (Basso)
COMMISSIONARIO (Basso)
COROServi e signori amici di Violetta e Flora, piccadori e mattadori, zingare, servi di Violetta e Flora, maschere.

LUOGO: Parigi e sue vicinanze. EPOCA D’AMBIENTAZIONE: 1850 circa. LINGUA: italiano. PRIMA RAPPRESENTAZIONE: 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia.

Atto I
Violetta Valery, donna di mondo, si trova nel salone della sua casa a Parigi, intenta negli ultimi preparativi prima dell’arrivo dei suoi ospiti. Poco dopo questi sopraggiungono. Tra gli altri sono presenti anche il Marchese d’Obigny, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières. Il visconte de Letorières presenta Alfredo Germont a Violetta; le spiega che, durante la sua recente malattia, lui si era recato più volte a casa sua per saperne le condizioni di salute. Lusingata e un po’ incuriosita, Violetta chiede ad Alfredo Germont il perchè di tanta premura e rimprovera il Barone Douphol (protettore di Germont) di non aver fatto altrettanto. Visibilmente irritato, il Barone sfoga la sua frustrazione a Flora. A seguire Violetta Valery propone un brindisi, a cui si uniscono tutti i presenti, Alfredo Germont in primis. Violetta Valery invita gli ospiti a spostarvi nella sala accanto, da dove proviene della musica. Mentre anch’ella si avvia, un malore la costringe a rimanere indietro al gruppo. Mentre gli invitati escono dalla stanza, Violetta nota nello specchio il pallore del suo viso; si accorge anche che Alfredo Germont è rimasto con lei ad aspettarla. Alfredo approfitta del momento di intimità per confidarle il suo amore verso di lei. Egli, infatti, è segretamente innamorato di lei dalla prima volta che l’ha vista, circa un anno prima. Il cuore di Violetta è incapace di provare vero amore per una persona; gli propone quindi di mantenere un rapporto di reciproca amicizia. Dopo aver detto questo però, gli consegna un fiore, con la richiesta di riportarglielo il giorno successivo. Alfredo si allontana, felice dell’invito appena ricevuto. La serata si avvia alla conclusione e gli ospiti si congedano da Violetta Valery, complimentandosi per l’ottima serata. Violetta, rimasta sola, ripensa alle parole di Alfredo. Dopo aver riflettuto sulla situazione, si ripromette di continuare la sua vita da cortigiana, rinunciando per sempre al vero amore.

Atto II – Quadro I
Alfredo è contento della sua relazione con Violetta. Incontrando Annina (la domestica di lei) le chiede cosa faccia. Annina risponde che la sua padrona l’ha mandata a vendere tutti i beni per poter mantenere la sua casa. Alfredo promette di occuparsi egli stesso della situazione economica e chiede a Annina di tenere Violetta all’oscuro di tutto. Una volta rimasto solo, Alfredo Germont di incolpa della situazione finanziaria precaria in cui versa Violetta Valery. Intanto Giuseppe, il cameriere di Violetta le consegna un invito alla festa tenuta quella sera stessa al palazzo di Flora. In seguito l’avverte in un uomo che chiede di vederla. Si tratta di Giorgio Germont, il padre di Alfredo, venuto a difendere le ricchezze della sua famiglia, accusando Violetta di approfittarsi di suo figlio. Violetta gli porge i documenti che attestano la vendita di tutti i suoi beni per mantenere l’amante presso la sua abitazione. Capendo la situazione, Giorgio Germont le chiede un sacrificio: pur comprendendo l’amore che lega i due giovani, egli deve pensare anche a sua figlia, che rischia di non potersi sposare a causa delle spese di Alfredo per mantenersi a casa di Violetta Valery. Giorgio Germont le chiede dunque di andarsene via per sempre e lasciare che suo figlio torni a casa. Violetta, senza parenti e malata di tisi, propone di allontanarsi per un breve periodo. Giorgio le fa notare che, non essendo loro sposati, quando le sue grazie svaniranno nessun legame costringerà Alfredo Germont a rimanerle vicino. Violetta alfine accetta di andarsene per sempre. Dopo l’uscita di scena di Giorgio Germont, Violetta scrive una lettera al Barone Douphol e una allo stesso Alfredo Germont, esprimendo la sua decisione di lasciarlo. Arriva Alfredo Germont, visibilmente agitato poichè ha saputo della presenza a palazzo del padre; all’oscuro di quanto appena successo, Alfredo vorrebbe presentarlo a Violetta Valery. Dopo essersi fatta giurare eterno amore da Alfredo, Violetta fugge; insospettito, Alfredo legge la lettera e capisce che è andata alla festa organizzata da Flora. Nonostante le suppliche del padre, Alfredo, infuriato, la segue.

Atto II – Quadro II
Le voci della separazione di Alfredo e Violetta arrivano anche alla festa in casa di Flora Bervoix. Alfredo arriva alla festa per cercare la sua amata; poco dopo arriva anche Violetta accompagnata dal barone Douphol. Un insulto indiretto a Violetta Valery da parte di Alfredo Germont, provoca le ire del barone, che sfida Alfredo a carte. Alfredo vince la partita e incassa na notevole somma. Violetta chiede dunque un colloquio privato con Alfredo, in cui gli chiede di andare via perchè ella ama il barone. Questa menzogna provoca lo sdegno di Alfredo Germont, che chiama a raccolta tutti gli invitati e getta una borsa di monete ai piedi di Violetta. Violetta sviene tra le braccia di Flora, mentre tutti inveiscono contro Alfredo; anche il padre Giorgio, accorso a palazzo, lo rimprovera. Il barone Douphol sfida a duello Alfredo Germont. Alfreo e Violetta si dichiarano reciproco amore.

ATTO III
La tisi ha pesantemente debilitato Violetta; nella sua camera da letto, il Dottor Grenvil confida a Annina che alla sua padrona rimangono solo poche ore. Intanto Violetta stringe al cuore una lettera scritta dal padre di Alfredo: Giorgio Germont la informa di aver svelato tutta la verità ad Alfredo, e che il suo amato sta tornando da lei. Violetta Valery sa però che è troppo tardi. Mentre all’esterno del palazzo impazza il carnevale, Annina porta la notizia dell’arrivo di Alfredo. Al capezzale del letto, Alfredo abbraccia la sua amata e le promette di portarla via, lontano da Parigi. Anche il padre di Alfredo sopraggiunge, colto ormai dal rimorso per aver ostacolato l’unione dei due. Ben conscia della sua fine imminente, Violetta porge ad Alfredo un medaglione, chiedendogli di portare sempre vivo il suo ricordo. Violetta sembra riacquistare le forze e si alza dal letto, ma subito ricade esanime.

 

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