25 Marzo 2019
Roberto Tirapelle (37 articles)
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Adriana Lecouvreur nel cinema, folgorazioni in Bianco e Nero

La filmografia collegata all’opera di Cilea, quarto allestimento messo in scena dalla Fondazione Arena per la Stagione Lirica 2018-2019 al Teatro Filarmonico, non ha avuto purtroppo fortuna di critica e di pubblico.

Adrienne Lecouvreur, Francia, 1913, muto, 25’. Il cinema si interessa ad Adriana Lecouvreur fin dai tempi del muto con un film di Henri Desfontaines e Louis Mercanton, due registi di grande valenza che vantavano un background di teatro, sceneggiatura, produzione. Sarah Bernhardt, leggenda teatrale del XIX secolo aveva già recitato Adriana Lecouvreur al Teatro che portava il suo nome, il Théâtre Sarah Bernhardt, nell’aprile 1907. Mercanton, attore nella sua compagnia, passa al cinema per dirigerla. Nel film recitò anche Lou Tellegen, stravagante attore olandese, con cui la Bernhardt ebbe una relazione amorosa. Del film non rimane traccia.

Adriana Lecouvreur, Italia, 1918, muto. Del 1918 è il film muto Adriana Lecouvreur di Ugo Falena, impresario, regista e commediografo, con un bagaglio di produzioni operistiche e cinematografiche immenso. Prodotto dalla Tespi Film, casa di produzione di cui il regista era direttore artistico, il film si avvale dell’attrice Bianca Stagno-Bellincioni, originaria ungherese poi emigrata in Italia. La Bellincioni, interprete di almeno trenta film, fu anche un soprano interessante. Una copia positiva nitrato dovrebbe essere conservata alla Cineteca Italiana di Milano.

Dream of Love, poster (1928)

Dream of Love, poster (1928)

Dream of Love, Stati Uniti, 1928, 65’. Il terzo film muto su Adriana Lecouvreur e forse il più significativo, fu quello diretto da Fred Niblo, importante regista statunitense. Prodotto dalla Metro-Goldwin-Mayer, si avvale di alcuni preziosi contributi: le scenografie di Cedric Gibbons, grande creativo; il costumista americano più celebre dagli anni Venti agli anni Cinquanta, noto come Adrian; due fotografi come Williams H. Daniels e Oliver  T. Marsh, che immortalarono la figura di Joan Crawford (Adriana Lecouvreur), star del periodo d’oro di Hollywood e la fecero diventare una folgorazione; nel ruolo del Principe Maurice de Saxe, l’attore svedese Nils Asther, dal fascino conturbante.   

Adriana Lecouvreur, Fr, 1938, 106’, b/n. Arriviamo così al 1938 dove finalmente Adriana Lecouvreur scopre la voce e la presenza di Yvonne Printemps, cantante e attrice diretta dal famoso regista francese Marcel L’Herbier. L’Adriana di L’Herbier è importante sia per gli attori coinvolti – alla Printemps si affianca il famosissimo Pierre Fresnay, tecnicamente abilissimo e dotato di una dizione elegante –, sia perché ci troviamo di fronte ad un cinema di avanguardia narrativa, giocato tutto sui dettagli, le variazioni di luce, e quell’art déco a lui molto cara.

Valentina Cortese

Valentina Cortese

Adriana Lecouvreur, Italia,1955, 100’, b/n. L’ultimo film dedicato all’opera di Cilea è italiano, diretto da Guido Salvini, regista di cinema dimenticato, ma grande uomo di teatro: diresse, infatti, quasi trecento lavori tra prosa, opere, balletti, alcuni festival, fondò un teatro, organizzò tournée, entrando in contatto con l’albo d’oro degli attori italiani del periodo. Nel suo film non mancano interpreti di spicco, come Valentina Cortese nel ruolo di Adriana, Gabriele Ferzetti in quello di Maurizio di Sassonia e ancora Olga Villi, Memo Benassi, Valeria Valeri, Monica Vitti e un cast tecnico importante con Renzo Rossellini alle musiche e Leonida Barboni alla fotografia.

Roberto Tirapelle

Foto in alto: Sarah Bernhardt, Adrienne Lecouvrer (1913)

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle, nato a Verona e laureato a Bologna, è un giornalista-pubblicista, critico cinematografico internazionale e studioso di musica. Collabora con la testata Mediartenews e svolge attività come addetto stampa presso importanti istituzioni veronesi. Ha scritto alcuni libri di cinema e musica. roberto.tirapelle@libero.it

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