7 Dicembre 2018
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Attila di Verdi apre la stagione con Riccardo Chailly

L’opera verdiana va in scena alla Scala dal 7 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019 nell’edizione critica del 2012 di Helen Greenwald. Nel cast Ildar Abdrazakov, Saioa Hernández e Fabio Sartori –

Il 7 dicembre 2018 Attila di Giuseppe Verdi che inaugura la Stagione d’Opera 2018/2019 del Teatro alla Scala. Sul podio il Direttore Musicale Riccardo Chailly, che prosegue la sua ricognizione del repertorio italiano ripercorrendo gli anni giovanili di Verdi: Attila segue Giovanna d’Arco, che aprì la Stagione 2015/2016, e prelude a Macbeth. L’allestimento è affidato a Davide Livermore insieme allo studio Giò Forma di Florian Boje e Cristiana Picco per le scene, arricchite dai video di D-WOK – agenzia guidata da Paolo Gep Cucco e specializzata in projection mapping e in warping, ovvero distorsione digitale delle immagini –, e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi. L’opera viene presentata per la prima volta alla Scala nell’edizione critica curata nel 2012 da Helen Greenwald per University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano.

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

Nona opera di Giuseppe Verdi, Attila va in scena per la prima volta al Teatro la Fenice di Venezia il 17 marzo 1846. Fu un successo cui seguirono riprese a Trieste (città ancora più vicina ad Aquileia, dove si finge l’azione) e a Milano, dove il 26 dicembre 1846 aprì la Stagione di Carnevale. L’entusiasmo del pubblico garantì 31 rappresentazioni e il ritorno tre anni più tardi in un nuovo allestimento, sempre per l’inaugurazione, che si inseriva in un clima accesamente patriottico dopo l’abdicazione di Carlo Alberto a Novara il 23 marzo e la resa di Venezia all’assedio austriaco (22 agosto). L’opera si colloca in un punto nodale dello sviluppo di un Verdi che aveva già alle spalle opere come Nabucco o Ernani e si preparava a debuttare sulla scena europea. Fonte del libretto è la tragedia Attila, König der Hunnen (1809) di Zacharias Werner. Verdi incarica dapprima Francesco Maria Piave e quindi Temistocle Solera di trarne un libretto, che però non lo soddisfa. Verdi richiama allora il Piave che rivede tutti i versi e stende per intero l’ultimo atto. Rispetto al dramma di Werner il libretto definitivo, radicalmente semplificato, attenua (ma non elimina) il contrasto tra la brutale integrità di Attila e le moralità contraddittoria dei suoi avversari italiani. In Macbeth vi sono due arie raramente eseguite per l’ultimo atto: la romanza “Sventurato! Alla mia vita” scritta per il tenore Nicola Ivanoff, che la eseguì a Trieste nell’autunno 1846 e “Oh dolore!” per Napoleone Moriani in occasione della prima scaligera: quest’ultima tornerà nel presente allestimento, insieme ad alcune battute scritte scherzosamente da Rossini per l’inizio del III atto e oggi conservate nella collezione del Museo Teatrale.

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

Con Attila la collaborazione tra Riccardo ChaillyDavide Livermore si rinnova su un titolo complesso, in cui Verdi sperimenta soluzioni drammatiche e musicali nuove a partire da un libretto con diverse debolezze. Livermore non precisa il tempo dell’azione, che si colloca tra gli orrori di una terra d’occupazione del secolo scorso, e punta a illuminare gli snodi psicologici del desiderio di vendetta di Odabella e la fragilità che mina il senso di onnipotenza del protagonista. Ma Livermore si confronta anche con l’urgenza di Verdi di trovare nuove soluzioni scenografiche per creare un allestimento suggestivo e spettacolare: le grandi scene della tempesta e dell’alba a Rio Alto e del sogno di Attila diventano occasione di impiegare le risorse tecnologicamente più avanzate del teatro di oggi, così come il compositore cercava le soluzioni più avanzate del teatro del suo tempo.

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano)

In scena Ildar Abdrazakov nei panni del protagonista; Saioa Hernández è Odabella; Fabio Sartori è Foresto e George Petean Ezio. Francesco Pittari e Gianluca Buratto rivestono i ruoli di Uldino e Papa Leone. Il Coro del Teatro alla Scala e il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala sono diretti dal Maestro Bruno Casoni. Dopo la prima del 7 dicembre, le repliche sono 11, 14, 18, 21 dicembre 2018, 2, 5 e 8 gennaio 2019.

Foto in alto: 12-02-2018, La Scala, Attila (photo Brescia e Amisano).

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