8 novembre 2018
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Fin de Partie di Beckett nella visione di Kurtág in prima assoluta

Dal 15 al 25 novembre al Piermarini va in scena la trasposizione lirica dell’opera teatrale di Samuel BeckettTra i cantanti, preparati da due anni di prove, Frode Olsen e Leigh Melrose –

György Kurtág, universalmente considerato tra i maggiori compositori viventi, non aveva mai scritto un’opera. Convinto dalla tenacia di Alexander Pereira, presenta oggi Samuel Beckett: Fin de partie – Scènes et monologues, in prima assoluta al Teatro alla Scala dal 15 al 25 novembre con la direzione di Markus Stenz e la regia di Pierre Audi al debutto scaligero. A novantadue anni Kurtág applica il suo stile scarno, concentrato, intensamente espressivo al classico di Samuel Beckett del 1957, andando a comprendere, oltre l’ambito musicale, anche quello teatrale e letterario.

Gyorgy e Marta Kurtág (photo Judit Marjai)

Gyorgy e Marta Kurtág (photo Judit Marjai)

La prima opera del compositore è anche il primo lavoro per il teatro musicale tratto da un testo dello scrittore irlandese. Il debutto al Piermarini è al centro di una fitta rete di collaborazioni internazionali e milanesi: l’opera è coprodotta con De Nationale Opera di Amsterdam e il lungo percorso di prove si è svolto, prima di giungere alla Scala, tra Amsterdam e il Budapest Music Center, residenza del compositore.

Samuel Beckett: Fin se Partie, scènes et monologues mette in musica circa il 56% per cento della pièce ed è il primo lavoro per il teatro musicale tratto da un testo di Beckett, infatti il progetto di Pierre Boulez di trarre un’opera da En attendant Godot fu interrotto dalla morte del compositore. Kurtág, lasciata l’Ungheria, in cui le spinte libertarie erano state represse nel 1956, e rifugiatosi a Parigi per studiare con i compositori Olivier Messiaen e Darius Milhaud, assiste alla prima parigina di Fin de partie nel 1957 su consiglio di György Ligeti. In seguito acquista i testi di Fin de partie e En attendant Godot che divengono la sua “Bibbia” e costituiscono l’inizio di un lungo percorso di confronto con la parola beckettiana, tra le cui tappe principali ricordiamo What is the Word del 1991.

Budapest Music Center, prove Fin de Partie (photo Balint Hrotko)

Budapest Music Center, prove Fin de Partie (photo Balint Hrotko)

Il titolo, Finale di partita, indica la situazione ricorrente negli scacchi in cui l’esito della partita è segnato, ma i giocatori inesperti continuano a muovere i pezzi a vuoto senza rendersi conto che non esiste speranza. In questa situazione si trovano i protagonisti Hamm e Clov, che trascorrono giornate sempre uguali in una casa che condividono con i genitori di Hamm, privi delle gambe e sistemati in due bidoni della spazzatura. La prima assoluta sarà diretta da Markus Stenz, mentre lo spettacolo porta la firma del regista Pierre Audi, che debutta alla Scala. Scene e costumi sono di Christof Hetzer e le luci di Urs Schönebaum. I cantanti, che giungeranno alla prima dopo due anni di prove e di attento lavoro sulle minime sfumature del testo e della musica, sono Frode Olsen, Leigh Melrose, Hilary Summers e Leonardo Cortellazzi. L’orchestra è quella del Teatro Alla Scala. Dopo la prima del 15 novembre le repliche saranno 17, 20, 22, 24 e 25 novembre 2018.

Foto in alto: Budapest Music Center, prove Fin de Partie (photo Balint Hrotko).

 

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