21 settembre 2018
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Omaggio a Leonard Bernstein per il centenario della sua nascita

«Appena conosco, riconosco o godo di qualcosa, in quello stesso momento devo condividerlo. Non posso tenermelo per me…Penso che dirigere nasca da questo, almeno in me, da quell’impulso a condividere ciò che sento». Un incontro dedicato al Maestro alla Società Letteraria di Verona —

Riprendono gli appuntamenti de “Il Golfo Mistico” a cura del maestro Nicola Guerini. Martedì 25 settembre alle 17, nella Sala Montanari della Società Letteraria di Verona il maestro Guerini presenterà “Lenny, Omaggio a Leonard Bernstein”, artista tra i più eclettici e importanti del Novecento del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita. Il Golfo Mistico nasce dalle numerose attività di divulgazione e approfondimento del Fondo Peter Maag in collaborazione con la Società Letteraria di Verona. I temi musicali affrontati da specialisti del settore hanno l’intento di istituire un rapporto tra l’arte dei suoni e altre discipline quali la letteratura, la poesia e la pittura, o di considerare quale argomento di studio il profilo storico, musicologico e interpretativo. Numerosi gli appuntamenti che fino a dicembre saranno dedicati al ciclo dei Grandi Interpreti: lunedì 8 ottobre e venerdì 23 novembre, sempre alla Società letteraria di Verona, si terranno due incontri dedicati al celebre direttore d’orchestra veneto Tullio Serafin, del quale ricorrono quest’anno i 50 anni dalla scomparsa.

«Come musicista è stato senza dubbio uno dei grandi direttori d’orchestra del ventesimo secolo, ma è stato prima di tutto un grande maestro — racconta in un’intervista il direttore d’orchestra statunitense John Mauceri — poiché considerava le sue esecuzioni come un modo di spiegare, di portare alla luce che cosa veramente fosse la musica che stava dirigendo, cercava il modo migliore per dimostrare. In questo senso le sue scelte musicali erano quelle di un pedagogo. Lavorava moltissimo con i giovani, ci sono migliaia di ragazzi e ragazze che hanno studiato o suonato con lui: è grazie a loro che questa eredità è tuttora così viva nel mondo.»

Bernstein stesso sottolineava il suo amore per la condivisione, affermando che una parola chiave in tutto ciò che faceva era proprio «condividere. Amo insegnare e amo fare programmi televisivi, per giovani e per adulti, perché appena conosco, riconosco o godo di qualcosa, in quello stesso momento devo condividerlo. Non posso tenermelo per me… — spiegava Bernstein — Penso che dirigere nasca da questo, almeno in me, da quell’impulso a condividere ciò che sento, l’eccitazione, l’entusiasmo, il mistero, qualsiasi intuizione io abbia su ogni musica con più persone possibile».

Foto in alto: 1963, Royal Festival Hall, Londra, Leonard Bernstein (photo Evening Standard).

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