11 settembre 2018
Roberto Tirapelle (31 articles)
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Lisette Oropesa: «Sono legata a Gilda, mio padre mi ricordava Rigoletto»

Intervista — La giovane cantante statunitense a Verona ha preso parte alla Verdi Opera Night, interpretando Gilda nel secondo atto dell’opera del cigno di Busseto. Un debutto areniano positivo, con tanto di bis: «Mi sento fortunata ad avere avuto questa occasione a Verona. Vorrei ritornarci e avere più tempo per visitare la città» —

Lisette Oropesa nasce a New Orleans, in Louisiana, da genitori cubani. Prima di iniziare i suoi studi di interpretazione vocale alla Louisiana State University suona il flauto per 12 anni. Dopo aver vinto le Audizioni del Consiglio Nazionale di Met Opera, entra nel Lindemann Young Artist Development Program e si trasferisce a New York City. Canta il suo primo ruolo principale, Susanna in Le nozze di Figaro, al Metropolitan all’età di 22 anni, e da allora ha preso parte a oltre 100 rappresentazioni in diversi ruoli. Una delle cantanti più celebri della sua generazione, l’abbiamo incontrata dopo la sua performance di Gilda durante il secondo atto del Rigoletto, in occasione della Verdi Opera Night. Gradevolissima nella conversazione, una voce americana che sa di Verdi e Meyerbeer e di altri profumi, come Mozart.

Signora, da qualche minuto ha fatto il suo debutto areniano con la chiusura del secondo atto del Rigoletto. Lei e Luca Salsi avete concesso anche un bis. Cosa ne pensa?
Lisette Oropesa. «Mi sembra che sia andata molto bene, sono contenta. È un’opera che adoro. L’ho già cantata altre volte con Luca, questa è la quarta. Mi sento fortunata ad avere avuto questa occasione a Verona. Vorrei ritornarci e avere più tempo per visitare la città».

Nel suo repertorio spiccano la Lucia (Lucia di Lammermoor), Violetta (La Traviata) e Gilda (Rigoletto). In ognuno di questi ruoli ha ricevuto successi trionfali. C’è però un personaggio che preferisce?
Lisette Oropesa. «Tutti e tre i ruoli hanno caratteristiche diverse e sono speciali da condividere. Tuttavia mi sento legata maggiormente a Gilda. Mio padre mi ricordava Rigoletto, non perché fosse gobbo, ma aveva una distrofia muscolare. Come lui sembrava un po’ cattivo, ma era soprattutto un po’ infelice».

Ha appena avuto il suo debutto anche al Rossini Opera Festival con Adina, opera di rara esecuzione anche a Pesaro, patria di Rossini. Come si è trovata nelle Marche con il teatro, i colleghi, il pubblico?
Lisette Oropesa. «Mi sono innamorata di Pesaro. Ho apprezzato molto il mare, e mi è sembrato di essere parte di una grande famiglia. Ho avuto l’impressione che tutti lì amino l’opera, Rossini, le voci. Credo sia una situazione naturale, direi storica».

Lisette Oropesa (photo Jason Homa)

Lisette Oropesa (photo Jason Homa)

Il ruolo di Adina non le pare una figura più vicina a Mozart che a Rossini? Soprattutto se pensiamo all’aria che Adina canta accompagnata da un corno inglese.
Lisette Oropesa. «Forse quella di Adina è la storia più mozartiana in tutto il repertorio di Rossini. Si avvicina alla Konstanze del Ratto del serraglio che ho cantato altre volte. Adina è una farsa molto divertente. Credo che il cast abbia fatto un ottimo lavoro».

Lei è appena arrivata da Parigi, dove sarà impegnata in una edizione di Les Huguenots di Meyerbeer. Possiamo dire che ama il repertorio francese?
Lisette Oropesa. «Sì, inaugurerò la stagione della Opéra Bastille. Ho sempre amato il repertorio francese, forse dipende anche dalle mie origini. Lo sento molto vicino a me».

A Parigi la dirige Michele Mariotti, un pesarese, un rossiniano.
Lisette Oropesa. «Esatto, come vede il teatro d’opera è un mondo molto piccolo».

Ho letto che lei unisce alla sua carriera molto sport, è un’assidua maratoneta?
Lisette Oropesa. «Sì, un po’ lo sono. Ho partecipato a sei maratone. Quando posso permettermelo corro ogni giorno. Mi aiuta a tenere a lungo i fiati».

Non credo che a Verona avrà il tempo di correre, riparte subito?
Lisette Oropesa. «Forse domani mattina prima di ripartire ci proverò».

Roberto Tirapelle

Si ringrazia l’Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona; Paolo Cairoli, Skill and Music.

Foto in alto: Lisette Oropesa

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle, nato a Verona e laureato a Bologna, è un giornalista-pubblicista, critico cinematografico internazionale e studioso di musica. Collabora con la testata Mediartenews e svolge attività come addetto stampa presso importanti istituzioni veronesi. Ha scritto alcuni libri di cinema e musica. roberto.tirapelle@libero.it

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