23 agosto 2018
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Verdi Opera Night, in una sera il meglio del genio di Busseto

Domenica 26 agosto all’Arena di Verona brani da Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata, con 16 star del panorama lirico internazionale. Dirige il giovane maestro Andrea Battistoni.

L’Arena con Verdi Opera Night la sera del 26 agosto rende omaggio al compositore più rappresentativo di oltre un secolo di Festival lirico a Verona con un cast di livello impegnato a restituire la magia e la potenza emotiva della celebre “trilogia popolare” del cigno di Busseto. Gli interpreti saranno Luca Salsi, Lisette Oropesa, Francesco Meli, Simone Piazzola, Violeta Urmana, insieme a Serena GamberoniRame Lahaj, Maria Mudryak e Luciano Ganci.

La Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia afferma: «Sarà una vera e propria “parata di stelle” quella chiamata a celebrare il binomio Giuseppe Verdi – Arena di Verona. È proprio dall’Aida del 1913, con cui ha preso il via il nostro glorioso Festival, che il nome di Verdi e le note delle sue opere immortali risuonano nel cartellone lirico veronese. Vogliamo celebrare questo legame insieme a tutti i lavoratori e i professionisti di ogni settore impegnati all’Arena».

Con l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici areniani sono impegnati tre cast, mentre sulla scena si preannuncia uno spettacolo per le orecchie ma anche per gli occhi, grazie alla nuova scenografia. «Si tratta di un’occasione unica di vedere tre opere immortali in una sola serata, attraverso un atto scenicamente completo per ognuno dei tre diversi titoli, grazie a un nuovo impianto scenico agile che permette cambi rapidi e d’effetto – spiega il regista Stefano Trespidi –.Questo nuovo allestimento mette insieme tutte le forze interne dell’Arena di Verona, con regia, scene, costumi, coreografie, luci e proiezioni realizzate appositamente». A rimarcare l’atmosfera di festa concorrono i maestri accompagnatori dell’Arena di Verona, che accoglieranno il pubblico a partire dalle 20:30 con celebri pagine verdiane eseguite su un pianoforte gran coda.

Alla guida della compagine artistica areniana e degli interpreti internazionali un giovane direttore dalla brillante carriera, Andrea Battistoni: «La Verdi Opera Night va intesa come una celebrazione per uno dei più grandi geni italiani, cui innumerevoli cantanti, musicisti, registi, tecnici e operatori del settore hanno donato ore di impegno, fatica e passione al fine di mettere in scena i sogni artistici del grande maestro di Busseto e le pagine delle sue più celebri opere. Dirigere su questo podio sarà la soddisfazione più sentita tra i miei impegni professionali, un ideale dono artistico alla mia adorata città e a questo teatro unico al mondo».

La “festa dell’Opera”, con la regia di Stefano Trespidi, le scene di Michele Olcese, il light desgin di Paolo Mazzon e il projection design di Sergio Metalli, si apre con: la Sinfonia de La Forza del destino tradotta in movimento dai danzatori del Festival, chiamati a trasmettere l’emozione della musica attraverso i corpi sinuosi, i gesti atletici e la forte tecnica sulla creazione coreografica di Luc Bouy.

Segue quindi il primo titolo della trilogia verdiana, Rigoletto – eseguito per la prima volta in Arena esattamente 90 anni fa – di cui viene proposto il secondo atto aperto dalla celebre aria Ella mi fu rapita, del giovane tenore Rame Lahaj, recente vincitore di Operalia, che debutta in Arena nel ruolo del Duca di Mantova. Si prosegue poi con l’invettiva più famosa di tutto Verdi, Cortigiani, vil razza dannata, interpretata nel ruolo del titolo da Luca Salsi, baritono verdiano d’eccellenza. A concludere l’atto arriva lil duetto padre-figlia con la Gilda di Lisette Oropesa, soprano statunitense. Accanto a loro completano il cast le voci di Biagio Pizzuti per Marullo, Carlo Bosi per Matteo Borsa, Romano Dal Zovo per il Conte di Ceprano, Nicolò Ceriani per il Conte di Monterone, Gocha Abuladze come Usciere e la giovane Barbara Massaro per il Paggio della Duchessa.

Dopo un breve intervallo la scena si sposta nelle fosche e notturne atmosfere de Il Trovatore: siamo nel terzo atto e assistiamo ai tormenti e alle sconvolgenti rivelazioni dei personaggi principali. Si inizia con una scena corale nell’accampamento del Conte di Luna, che è il nobile baritono verdiano Simone Piazzola che interroga la zingara Azucena Violeta Urmana. Si giunge quindi alla celeberrima cabaletta finale di Manrico, Di quella pira, interpretata da un altro nome top della scena internazionale, il tenore Francesco Meli. Insieme a lui la Leonora di Serena Gamberoni. Completano il cast Dal Zovo per Ferrando e Bosi per Ruiz.

A conclusione della serata, si cambia nuovamente scena con l’opera più rappresentata al mondo: La Traviata, di cui viene proposto l’emblematico terzo atto. Il ruolo di Violetta Valéry è qui affidato a Maria Mudryak accanto all’Alfredo di Luciano Ganci. Corona il cast Simone Piazzola nei panni di Giorgio Germont. Completano il quadro l’Annina di Martina Gresia, di soli 21 anni, la più giovane debuttante della stagione areniana, e il solido Dottor Grenvil di Dal Zovo. Una conclusione chemproietta idealmente verso il Festival 2019, che con un nuovo allestimento de La Traviata inaugurerà l’estate areniana nel segno di Giuseppe Verdi.

Foto in alto, Andrea Battistoni.

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