11 agosto 2018
Roberto Tirapelle (31 articles)
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Judit Kutasi: «I vestiti di Amneris li ho sognati fin da bambina»

INTERVISTA – Un’artista della nuova generazione: dalla Romania a Zurigo e a Berlino. Dopo l’inaugurazione alla Scala, duplice debutto a Verona in Arena e in Amneris. Cantante verdiana e wagneriana. Forse il ritorno a Verona nel 2019. Ingaggi fino al 2021 –

«Amneris si addice molto alla mia voce, appena l’ho studiata mi sono sentita a mio agio. I vestiti di Amneris, li ho sognato fin da bambina». Esordisce così il mezzosoprano Judit Kutasi durante l’intervista che precede le prossime recite dove indossa i panni del personaggio verdiano, l’11, il 19 e il 23 agosto all’Arena di Verona.

Per iniziare la sua carriera lei ha fatto un balzo dalla Romania all’Opera di Zurigo…
Judit Kutasi. «Sono stata accettata dopo un’audizione. È stata una fortuna. Sono stata tre anni a Zurigo, un anno con l’Opera nazionale di studio, due anni con l’Ensemble Opera. È un teatro bellissimo, una acustica perfetta e soprattutto aiuta i giovani cantanti a costruire un repertorio. Ho fatto alcune opere importanti come Falstaff, Lucia di Lammermoor Il flauto magico».

E poi è passata a Berlino…
Judit Kutasi. «Anche a Berlino ho fatto una audizione e sono stata accolta nell’Ensemble giovani cantanti. È stata un’esperienza unica anche a Berlino perché mi hanno proposto di cantare nei ruoli più belli a cui pensavo e a far crescere la voce nella giusta direzione, soprattutto per merito di Christoph Seuferle, il direttore artistico. Sono stati anni importanti per la mia formazione e ho sviluppato la voce per ruoli difficili. Ho cantato, tra l’altro, in Rigoletto e Un Ballo in maschera. Il teatro a Berlino è come la mia casa e infatti abito proprio a Berlino».

Judit Kutasi (photo Ennevi, fondazione Arena)

Judit Kutasi (photo Ennevi, Fondazione Arena)

Mi sta dicendo che hanno trovato la vocalità giusta per i suoi ruoli sia a Zurigo che a Berlino?
Judit Kutasi. «Esattamente. A Zurigo ero più un contralto e mi hanno indirizzato a cantare in grave, per diventare poi mezzosoprano a Berlino».

A Verona è in un duplice debutto: all’Arena e in Aida, nel ruolo di Amneris. Una tappa importante?
Judit Kutasi. «Ho sempre sognato di cantare su questo palcoscenico storico, è un posto magico. Inoltre per uno straniero è importante cantare il repertorio italiano e soprattutto a Verona».

Ha avuto problemi a cantare in Arena, un teatro all’aperto?
Judit Kutasi. «Solo un problema, il caldo. La produzione è bellissima e i vestiti sono magnifici. Non ho avuto nessun problema con la voce perché c’è una acustica eccezionale».

Il debutto in Amneris?
Judit Kutasi. «Amneris è un ruolo che si addice molto bene alla mia voce. È come Verdi l’avesse scritta per me».

Mi pare di capire che lei è sostanzialmente una cantante verdiana. È stata solo una coincidenza?
Judit Kutasi. «Da quando ero all’Università e negli studi successivi mi sono sempre piaciute le opere di Verdi e ho capito che la mia voce poteva andare in questa direzione. Anche tutti i miei maestri dicevano che la mia voce è ricca e flessibile, un colore che va bene per Verdi. Ma anche per Wagner. Sono poche le voci di mezzosoprano che possono fare Verdi e Wagner. Già a Zurigo cantavo Wagner (Der fliegende Holländer, Die Zauberflöte).

Judit Kutasi

Judit Kutasi

Nello scorso dicembre ha inaugurato la Scala con Andrea Chénier nel ruolo di Madelon. Come si è sentita nell’essere al centro di un momento così importante?
Judit Kutasi. «Molto bene. Madelon è un ruolo importante benché non sia il protagonista. Ha una vocalità molto piena, canta un’aria sensibile. Lo hanno interpretato mezzosoprani storici come Giulietta Simionato e Fedora Barbieri».

Le sue prossime tappe?
Judit Kutasi. «Ritornerò alla Scala in novembre per due ruoli: in Elettra (Zweite Magd/Die Schleppträgerin) e poi nel 2019 per il Te Deum di Bruckner. In dicembre sarò a Genova per la prima volta con Aida (Amneris). Nel 2021 sarò a Berlino per il Don Carlo e Aida».

Mi sta dicendo che ha ingaggi fino al 2021?
Judit Kutasi. «Sì. Però devo dire che ho sempre seguito i consigli della direttrice artistica di Zurigo, Sophie de Lint: “Devi avere pazienza, sei giovane, meglio aspettare per i ruoli importanti”. Quando i teatri sanno che c’è un mezzosoprano libero cercano subito di assicurarselo».

Possiamo contare sulla sua presenza nel 2019 in Aida?
Judit Kutasi. «Mi sembra che sia previsto l’allestimento di Gianfranco de Bosio. Spero di sì».

Roberto Tirapelle

Foto in alto: Judit Kutasi (photo Ennevi, Fondazione Arena).

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle

Roberto Tirapelle, nato a Verona e laureato a Bologna, è un giornalista-pubblicista, critico cinematografico internazionale e studioso di musica. Collabora con la testata Mediartenews e svolge attività come addetto stampa presso importanti istituzioni veronesi. Ha scritto alcuni libri di cinema e musica. roberto.tirapelle@libero.it

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