5 luglio 2018
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Torna il Nabucco patriottico e risorgimentale di Bernard

L’opera verdiana in Arena 80 anni dopo il suo debutto, nella messa in scena di Arnaud Bernard, che traspone la vicenda tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto —

Sabato 7 luglio debutta il quarto titolo del 96° Arena di Verona opera festival: Nabucco di Giuseppe Verdi nell’allestimento (video) di Arnaud Bernard, che ha inaugurato l’edizione 2017. Per sei appuntamenti, fino al 18 agosto, il dramma verdiano su libretto di Temistocle Solera è riproposto secondo la visione del regista francese che ha curato anche i costumi, con la direzione di Jordi Bernàcer, le scene di Alessandro Camera e le luci di Paolo Mazzon.

Subito dopo Aida e Carmen, Nabucco con le sue 215 rappresentazioni in 22 Festival areniani è fra i titoli più rappresentati nell’anfiteatro, fin dal 1938, quando domenica 24 luglio andò in scena la recita inaugurale, con il ruolo interpretato da Carlo Tagliabue (Di Stefano, Gencer, Tagliabue e Nilsson hanno illuminato l’Arena di Verona). Nabucco lega la sua storia anche a Verona: la terza opera del compositore di Busseto viene portata per la prima volta sulla scena cittadina al Teatro Filarmonico nel 1844, a due anni dal debutto milanese, con la supervisione dello stesso Giuseppe Verdi, la direzione di Carlo Sampietro e le voci protagoniste di Filippo Collini e Giuseppina Strepponi.

18-07-04, Nabucco, Conferenza stampa, Nicolò Ceriani, Susanna Branchini, Arnaud Bernard, Cecilia Gasdia, Jordi Bernàcer (photo OAM)

18-07-04, Nabucco, Conferenza stampa, Nicolò Ceriani, Susanna Branchini, Arnaud Bernard, Cecilia Gasdia, Jordi Bernàcer (photo OAM)

Per il Festival 2018 Nabucco torna nella messa in scena di Arnaud Bernard che traspone la vicenda tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto. La regia di Bernard legge nel contrasto insito nella vicenda narrata nell’opera – che si esprime nel conflitto tra Babilonia e Gerusalemme – la storia d’Italia negli anni turbolenti del Risorgimento. Ed è questa visione profondamente risorgimentale suggerita da musica e libretto, e propria dei rivoluzionari italiani negli anni in cui Verdi componeva l’opera, che ha permesso a Nabucco di diventare nell’immaginario collettivo il titolo patriottico per eccellenza, con il suo “Va’, pensiero”, inno del riscatto nazionale. Bernard parte da questa interpretazione per rendere il dramma più storico, umano e verosimile: a riprova di ciò, nel secondo atto Nabucco non verrà colpito da un fulmine divino, ma si farà allegoria dell’uomo politico vittima di un attentato da parte di rivoluzionari armati di fucile; il “Va’, pensiero” sarà cantato dietro le barricate, fra i gesti di conforto e aiuto che si scambiano i reduci di ritorno da una battaglia, e tutta la messa in scena avrà come ambientazione luoghi ben riconoscibili: un noto teatro, il sagrato di una cattedrale, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. Come ci racconta il regista, la vicenda parte da un momento storicamente ben definito: «L’azione si svolge attorno al Teatro [alla Scala] durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ».

La Scala, quindi, sul palco dell’Arena: si tratta di un collegamento tra Milano e Verona che ha un importante valore storico per due motivi. Il primo è relativo al tradizionale stretto rapporto tra le due Fondazioni liriche e al fatto che tanti anni fa l’Arena fosse definita la “Scala d’estate”. Il secondo è che il Teatro alla Scala fu inaugurato nel 1778 ereditando nome e sede dalla chiesa di Santa Maria alla Scala, che fu demolita proprio per fare posto al teatro. La chiesa venne chiamata così in ricordo di Regina della Scala – della dinastia degli Scaligeri, Signori di Verona – e moglie di Bernabò Visconti, Signore di Milano. Si deve quindi a Regina, figlia di Mastino e sorella di Cangrande della Scala, il nome del teatro milanese.

Per il Festival 2018 sono chiamati ad interpretare il protagonista due baritoni specialisti verdiani: Amartuvshin Enkhbat (7, 12, 20/7 – 18/8) e Luca Salsi (28/7 – 10/8). Il personaggio della figliastra Abigaille è affidato a Susanna Branchini (7, 12/7 – 10, 18/8) e Rebeka Lokar (20, 28/7). Nei panni di Fenena sono Géraldine Chauvet (7, 12, 20, 28/7) e Carmen Topciu (10, 18/8), accanto alle voci di Luciano Ganci (7, 12, 20/7) e Vincenzo Costanzo (28/7 – 10, 18/8) come Ismaele. In Zaccaria ritroviamo Rafał Siwek (7, 12, 20/7) e Riccardo Zanellato (28/7 – 10, 18/8). Completano il cast, nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo Nicolò Ceriani (7, 12, 20/7) e Romano Dal Zovo (28/7 – 10, 18/8); nei panni di Abdallo Roberto Covatta (7, 12, 20/7) e Carlo Bosi (28/7 – 10, 18/8); infine Elisabetta Zizzo è Anna. Il titolo impegna l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse. Dopo la prima rappresentazione del 7 luglio, le repliche saranno 12, 20, 28 luglio, 10 e 18 agosto 2018.

Foto in alto: 18-07-04, Nabucco, Conferenza stampa, Elisabetta Zizzo, Nicolò Ceriani, Susanna Branchini, Arnaud Bernard, Cecilia Gasdia, Jordi Bernàcer, Luciano Ganci, Amarttuvshin Enkhbat (photo OAM).

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