22 maggio 2018
Paolo Corsi (17 articles)
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Scandalo e trasgressione nella Salome di Richard Strauss

RECENSIONE – L’allestimento dell’opera diretta da Michael Balke con la regia di Marina Bianchi, chiude in bellezza la riuscita Stagione Lirica di Fondazione Arena al Filarmonico di Verona –

Opera sorprendente e di grande impatto, al suo esordio come adesso, per l’arditezza dei temi trattati nel libretto e per l’aggressività della tecnica strumentale, Salome è il lavoro che ha permesso a Richard Strauss di distinguersi anche nel teatro d’opera. Continuatore a suo modo della concezione wagneriana, già maestro nell’esaltare l’aspetto descrittivo della musica, Strauss usa qui l’intera gamma delle possibilità strumentali e vocali, operando nella zona border line del sistema tonale, spesso con impasti politonali di grande effetto. Con un organico a dir poco consistente, l’orchestra è senza dubbio protagonista, assieme ai cantanti, ai quali è richiesto un impegno vocale non comune per estensione e dinamiche. Non poteva essere altrimenti per una storia di sadismo e perversione, intrisa di violento erotismo, concepita da Oscar Wilde sull’incipit delle righe dei Vangeli che raccontano l’episodio dell’uccisione di San Giovanni Battista, e che è sempre stata causa di scandalo in passato e spunto per molteplici provocazioni oggi.

Nella rappresentazione veronese nessuno di questi aspetti è trascurato e l’allestimento propone anche alcuni spunti originali, pur senza grosse sorprese. La scena è in gran parte occupata dalle enormi colonne del portico e dalla grande scalinata in ferro arrugginito, sotto la quale è imprigionato il profeta. Sullo sfondo gli ingressi alla sala del palazzo e un tratto di cielo sul quale sono proiettate immagini evocative. Risultato del lavoro congiunto dello scenografo Michele Olcese, il light designer Paolo Mazzon e la videomaker Matilde Sambo, coordinati dalla regia di Marina Bianchi. Così come si presenta, la scena è piuttosto schiacciata, dando quasi l’impressione dell’insufficienza di spazio nel pur capiente palcoscenico del Filarmonico, ma soprattutto costringe i movimenti in linee prevalentemente orizzontali, in zona proscenio, dato che le colonne si prendono buona parte dello spazio.

2018-04-20, Filarmonico, Salome (photo Ennevi, Fondazione Arena)

2018-04-20, Filarmonico, Salome (photo Ennevi, Fondazione Arena)

Peraltro la regia, che si concentra molto sui triangoli relazionali, movimenta l’azione con interessanti controscene, spesso ad opera di personaggi aggiunti, come la danzatrice, un doppio di Salome, che la segue in continuazione, oppure le due giovani donne-maschio, immagine del trasgressivo e perverso mondo della principessa. Nel contrasto con l’aspetto androgino di queste figure, come pure con altri esempi di ambiguità sessuale (uno su tutti, il paggio, modello  “Conchita Wurst”, innamorato di Narraboth), spicca la femminilità selvaggia di Salome. Interessante anche l’espediente dell’apparizione del fratello di Erode, primo sposo di Erodiade, da questa tenuto al guinzaglio: altro elemento utile a capire i caratteri e l’atmosfera che regna in quella corte.

I movimenti mimici, curati da Riccardo Meneghini, hanno l’importante compito di tenere scenicamente sempre acceso il motore che aziona il progredire della narrazione. I costumi di Giada Masi, con il loro mix di elementi classici e contemporanei, conferiscono quella certa atemporalità all’opera, che fa guadagnare universalità spazio-temporale ai suoi contenuti. La corposa orchestra (con sezioni di percussioni sistemate nei palchi laterali al boccascena) è stata ben diretta dal tedesco Michael Balke, la cui scelta conferma la volontà di Fondazione Arena di Verona di investire su direttori giovani, ma già con un curriculum importante.

2018-04-20, Filarmonico, Salome (photo Ennevi, Fondazione Arena)

2018-04-20, Filarmonico, Salome (photo Ennevi, Fondazione Arena)

Scelte sicure anche per quanto riguarda il cast, a cominciare dalla protagonista, interpretata da Nadja Michael, esperta nel ruolo e dotata di una vocalità robusta, oltre ad un’apprezzabile duttilità artistica, che le permettono di cantare, muoversi e danzare così come si deve per una Salome credibile. Physique sufficientemente du rôle, anche se non propriamente adolescenziale, come sarebbe il personaggio, è stata semmai penalizzata dalla scelta di “svelarsi” ben molto prima del momento della famosa danza. Ciò per dar spazio a giochi con nastri a volte troppo complicati.

Il baritono Fredrik Zetterström ha dato voce tonante a Jochanaan, ben presente anche negli acuti a piena sonorità orchestrale. Aspetto fisico ben lontano da quel “consunto” con cui il testo indicherebbe quello del profeta, il suo è apparso uno Jochanaan più impacciato con l’altro sesso che distaccato dalle cose terrene, ma d’altra parte è proprio questa la visione registica che lo vede uomo vero, combattuto tra le pulsioni erotiche e l’amore del suo Dio. Il tenore Kor-Jan Dusseljee ha dato voce solida a Erode, a suo agio in una tessitura che richiede centri consistenti. Scenicamente ha dato bene l’idea del pluralismo di passioni che animano il tetrarca, tra lussuria, brama di potere, senso di colpa e timore di sorti avverse. Anna Maria Chiuri è stata un’Erodiade convincente, tanto vocalmente che scenicamente, in un ruolo apparentemente minore, ma centro focale di molti conflitti. Buone anche le prestazioni di Enrico Casari (Narraboth), Belén Elvira (Un paggio di Erodiade) e del nutrito gruppo di comprimari.

Salome chiude la Stagione Lirica 2017-2018 del Teatro Filarmonico di Verona, che è stata a dir poco varia, spaziando in lungo e in largo per due secoli di composizioni per il teatro musicale e che tramite allestimenti di qualità ha sicuramente soddisfatto molti spettatori.

Paolo Corsi

Foto in alto: 2018-04-20, Filarmonico, Salome (photo Ennevi, Fondazione Arena).

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Paolo Corsi

Paolo Corsi

Paolo Corsi è nato a Verona e vive in provincia di Trento. È attore, autore e critico teatrale. Da sempre appassionato d'opera, ha studiato canto e si è esibito come solista e in varie formazioni corali, partecipando come corista ad alcuni allestimenti di opere di Verdi, Rossini e Mozart. www.paolocorsi.it - posta@paolocorsi.it