15 maggio 2018
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Com’è bella stanotte la principessa Salome! 

Da domenica 20 maggio l’opera di Richard Strauss torna al Filarmonico di Verona a diciotto anni di distanza dall’unica presenza nei cartelloni di Fondazione Arena. La regia è di Marina Bianchi, dirige Michael Balke. Nei panni della protagonista i soprani Nadja Michael e Madina Karbeli –

Domenica 20 maggio 2018 alle ore 15.30 torna al Teatro Filarmonico, dopo diciotto anni di assenza, Salome di Richard Strauss considerato il primo grande capolavoro musicale del Novecento europeo. Salome è proposto in un nuovo allestimento affidato alla regia di Marina Bianchi, con le scene di Michele Olcese, i costumi di Giada Masi, i movimenti coreografici di Riccardo Meneghini, il lighting design di Paolo Mazzon e i video di Matilde Sambo. Nel cast vediamo il debutto di giovani talenti e artisti internazionali che per la prima volta si esibiranno a Verona con l’Orchestra areniana, a cominciare dal Maestro Michael Balke, giovane direttore tedesco molto attivo in patria, negli Stati Uniti e in Giappone, dove da anni esplora sia il repertorio sinfonico che quello operistico. Repliche: martedì 22 maggio, ore 19.00 – giovedì 24 maggio, ore 20.00 – domenica 27 maggio, ore 15.30.

Com’è bella stanotte la principessa Salome! è il primo verso dell’atto unico di Oscar Wilde, scritto in francese nel 1893 e fiore del Decadentismo di fine secolo, fedelmente trasposto in musica da Richard Strauss nella traduzione di Hedwig Lachmann. E sin dalle prime note il compositore bavarese trasporta il pubblico in una notte orientale, ipnotica e malata, in cui la fremente figliastra di Erode danza seducente al chiaro di luna. Sensualità e presagio di morte convivono per tutta l’opera di Strauss fino alla celebre “Danza dei sette veli”, il solo mezzo che la protagonista conosce e usa per ottenere ciò che più desidera: baciare le labbra di Giovanni Battista, anche facendo mozzare la testa del profeta. Il culmine dell’estasi amorosa, illuminata da un’orchestra ricchissima di colori e nuance, coincide con il macabro rito che costerà la vita alla stessa Salome.

Il soggetto scabroso, riportato anche nei Vangeli, causò non poche difficoltà al compositore, che dovette attendere il 9 dicembre 1905 per la prima rappresentazione a Dresda, dopo numerosi rifiuti da parte di teatri più centrali degli imperi prussiano e austroungarico. Con Salome Strauss – che godeva della stima del Kaiser e dei colleghi di tutta Europa, e si era già cimentato in due titoli operistici oltre agli importanti poemi sinfonici tuttora in repertorio – sfidava il pubblico con un contenuto provocatorio, mettendo al servizio dell’opera tutto il suo mestiere di fine orchestratore. Ne uscì un atto unico di incessante invenzione melodica e timbrica, tra sinuose melodie e graffianti dissonanze in perfetto equilibrio, per creare l’alone lunare, seducente e inquieto che circonda la fanciulla, ebbra di desiderio. Nonostante il veto persistente di molti teatri anche all’estero, il successo di Salome, accompagnato dallo scandalo, fu e resta travolgente.

Michael Balke

Al Teatro Filarmonico di Verona Salome torna a diciotto anni di distanza dall’unica presenza nei cartelloni di Fondazione Arena. «Questa è la mia prima Salome – spiega il Maestro Balke –. Amo molto gli autori a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra Impressionismo ed Espressionismo, come Schrecker e Korngold. In prova c’è un bel clima e molta energia: è un piacere lavorare con questo cast e questa Orchestra. In particolare stiamo curando molto il testo, indispensabile perché Strauss, in ogni battuta, affida allo strumentale un sottotesto che ne rivela il vero significato o anticipa gli avvenimenti. Voglio esaltare ognuno dei colori dell’ensemble orchestrale e dei leitmotiv dell’opera, che guidano il pubblico e i cantanti nell’inconscio dei personaggi, tra realtà e sogno, anche quando mentono o non cantano affatto».

«Salome è il mito femminile, trasgressivo, folle, notturno, magico e inafferrabile – afferma Marina Bianchi – ma è anche e soprattutto una giovane donna, allevata in un ambiente deviato da una madre incestuosa e lussuriosa, e un patrigno corrotto dalla cupidigia. Come tutti gli adolescenti, non ha ancora delineato in sé esatti confini di genere e brama nell’unico modo che conosce: il desiderio carnale. In quest’opera affollata di triangoli relazionali, Salome desidera Jochanaan, l’uomo puro, l’asceta al di sopra degli impulsi della carne e del vizio, proprio perché il profeta è la nemesi di Erode. La mancata soddisfazione del piacere innesca un cortocircuito di vendetta».

Sul palcoscenico del Teatro Filarmonico la bellezza fatale di Salome sarà portata in scena dal soprano Nadja Michael (20, 24, 27/05), per la prima volta a Verona, e Madina Karbeli (22/05) già presente in ruoli belliniani nelle ultime due stagioni liriche, mentre Jochanaan, il Battista, sarà Fredrik Zetterström, baritono svedese anch’egli al suo debutto al Filarmonico. Anna Maria Chiuritorna nei panni di Erodiade . Debuttante con Fondazione Arena anche il giovane tenore veronese Enrico Casari, che interpreterà il capitano Narraboth, follemente innamorato di Salome.

Completano il cast Belén Elvira come Paggio di Erodiade, i Cinque Giudei di Nicola Pamio, Pietro Picone, Giovanni Maria Palmia, Paolo Antognetti, Oliver Pürckhauer, i Due Nazareni di Romano Dal Zovo e Stefano Consolini, i Due soldati di Costantino Finucci e Gianfranco Montresor, l’Uomo della Cappadocia di Alessandro Abis e lo Schiavo di Cristiano Olivieri.

Per informazioni e prenotazioni:
biglietteria@arenadiverona.it
Call center 045.8005151

Foto in alto: 2018-05, Salome (bozzetto Michele Olcese).

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