Turandot, Giacomo Puccini (sinopsi)
11 maggio 2018
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Turandot, Giacomo Puccini (sinopsi)

Turandot è un dramma lirico in tre atti e in cinque quadri lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e completata da Franco Alfano su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, tratto dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi. La prima rappresentazione fu il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano.

Personaggi
Turandot, principessa (soprano)
Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)
Timur, re tartaro spodestato (basso)
Calaf, suo figlio, il Principe Ignoto,  (tenore)
Liù, giovane schiava, guida di Timur (soprano)
Ping, Gran Cancelliere (baritono)
Pang, Gran Provveditore (tenore)
Pong, Gran Cuciniere (tenore)
Un mandarino (baritono)
Il principe di Persia (tenore)
Il boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa)
Guardie imperiali, servi del boia, ragazzi, sacerdoti, mandarini, dignitari, gli otto sapienti, ancelle di Turandot, soldati, portabandiera, ombre dei morti, folla (coro)

Atto I
A Pechino, «al tempo delle favole», un mandarino annuncia un editto: Turandot, figlia dell’Imperatore, sposerà colui che, di sangue reale,riesca a risolvere tre indovinelli da lei proposti; chi fallirà, sarà decapitato. Il principe di Persia è l’ultimo ad aver fallito la prova e verrà giustiziato al sorgere della luna. La folla impaziente di assistere all’esecuzione, travolge il vecchio Timur che cade e Liù, la sua fedele schiava, chiede aiuto. Il giovane Calaf corre a soccorrerlo e riconosce nell’anziano suo padre, re tartaro spodestato. I due si abbraccianoe Calaf prega il padre e Liù di non pronunciare il suo nome per paura dei regnanti cinesi. Entra la vittima e la folla vista la giovane età del principe, ne chiede la grazia. Arriva Turandot che rifiuta la richiesta. Calaf rimane ammaliato da Turandot, e decide di provare a risolvere gli enigmi, mentre Timur e Liù cercano di dissuaderlo insieme a Ping, Pong e Pang, tre ministri del regno. Calaf, quasi delirante, suona tre volte il gong, invocando il nome di Turandot.

Atto II
Ping, Pong e Pang ricordano sconsolati le vittime di Turandot, rimpiangendo le loro case.Sul piazzale della reggia, si prepara la cerimonia degli enigmi. Sono presenti sono i sapienti con le soluzion, il popolo, il Principe Ignoto ovvero Calef, i tre ministri, Liù e Timur. L’imperatore Altoum invita Calaf, a desistere, ma lui rifiuta. Il mandarino ripete la legge di Turandot, che entra. Turandot spiega che molti anni prima il suo regno era stato conquistato dai tartari euna sua antenata era finita nelle mani di uno straniero, così lei aveva giurato che non si sarebbe mai concessa a nessuno.a Claf riesceperò a risolvere gli enigmi e la principessa implora il padre di non consegnarla allo straniero. Calaf stesso la scioglie allora dal giuramento con un’altra sfida: se prima dell’alba, riuscirà a scoprire il suo nome, potrà condannarlo a morte.

Atto III
È notte e la principessa ordina che tutti veglino per scoprire il nome del Principe Ignoto. Anche Calaf è sveglio, e sogna di far innamorare Turandot. Ping, Pong e Pang gli offrono qualsiasi cosa per il suo nome, ma lui rifiuta. Liù e Timur vengono portati davanti ai tre ministri e a Turandot, che ordina loro di parlare. Liù, per difendere Timur, afferma di essere la sola a conoscere il nome del principe ignoto, ma nemmeno sotto tortura lo rivela, stupendo la principessa che le chiede cosa le dia tanta forza: Liù risponde che è l’amore e che presto lo proverà anche lei, dopodichè si pugnala, sconvolgendo tutti. Turandot e Calaf restano soli e lui la bacia. La principessa inizialmente lo respinge, ma alla fine si abbandona alla passione. Calaf le rivela il suo nome. Il giorno dopo, Turandot dichiara pubblicamente di conoscere il nome dello straniero: «il suo nome è Amore». Tra le grida di giubilo della folla la principessa si abbandona tra le braccia di Calaf. La folla festeggia e i due si abbracciano.

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