L’innocenza perduta di Anna Bolena secondo Graham Vick
27 aprile 2018
redazione (263 articles)
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L’innocenza perduta di Anna Bolena secondo Graham Vick

Il regista ha voluto ricreare sul palcoscenico del Filarmonico di Verona un teatro forte, cosciente, epico: «Nella mia lettura dell’opera ho ricercato il rispetto e la fedeltà all’essenza propria del canto, adattando il legato e il fraseggio alle personalità dei cantanti. Ho cercato di dare all’opera quella fluidità di cui ha bisogno nel rispetto della storia» –

Domenica 29 aprile 2018 alle ore 15.30 va in scena al Teatro Filarmonico di Verona Anna Bolena di Gaetano Donizetti, quinto e penultimo titolo della stagione lirica 2017-2018. La tragedia in due atti è proposta nell’allestimento del 2007 di Fondazione Arena e del Teatro Verdi di Trieste, firmato dal regista Graham Vick, con le scene e i costumi di Paul Browne e il lighting design di Giuseppe Di Iorio. A guidare gli interpreti, l’orchestra e il coro il direttore d’orchestra valenciano Jordi Bernàcer. Le repliche saranno mercoledì 2 maggio, alle ore 19.00; venerdì 4 maggio, alle ore 20 e domenica 6 maggio, alle ore 15.30.

Anna Bolena è la prima opera di Donizetti a godere di un grande e duraturo successo in Italia e all’estero, tanto da comparire sia in un caposaldo della letteratura italiana quale Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro, sia nello scritto di Giuseppe Mazzini del 1835 Filosofia della musica (dove viene definita “epopea musicale”), oltre ad essere considerato da diversi critici il titolo più rappresentativo del musicista bergamasco. La composizione nasce in un clima particolare, come risultato della rivalità tra due dei massimi esponenti del belcanto italiano, Vincenzo Bellini e, appunto, Gaetano Donizetti, entrambi scritturati dal duca Pompeo Litta per la Stagione di Carnevale 1830-1831 del Teatro Carcano di Milano dove l’opera vede la sua prima rappresentazione il 26 dicembre 1830. In tempi moderni il titolo donizettiano viene messo in scena al Teatro Filarmonico di Verona nel 2007, sempre per la regia di Graham Vick, con una delle “regine” del belcanto italiano: la grande Mariella Devia nel ruolo del titolo.

Jordi Bernàcer

Il soggetto del libretto scritto da Felice Romani esplicita l’interesse di Donizetti verso le tre regine Tudor, Anna Bolena, Maria Stuarda ed Elisabetta I, interesse che troverà corpo anche nelle successive due opere del ciclo donizettiano: Maria Stuarda (1835) e Roberto Devereux (1837). Il libretto per Anna Bolena è tratto da diverse fonti letterarie, tra cui Anna Bolena di Alessandro Pepoli (1788) ed Enrico VIII ossia Anna Bolena di Ippolito Pindemonte (1816) che, a sua volta, costituisce poco più di una traduzione dell’Henri VIII di Marie-Joseph Chénier (1791). L’attenzione alla tragedia della protagonista femminile è centrale in Anna Bolena, così come il tema del potere e della rivalità tra le due donne, Anna e Giovanna, egualmente forti e talmente simili che la prima si rispecchia nella seconda, rivivendo la sua scelta giovanile.

Da qui parte la lettura di Vick, che ha voluto ricreare sul palcoscenico del Filarmonico «un teatro forte, cosciente, epico. Quest’ultimo aspetto sarà riservato al coro, che – spiega il regista – fungerà da intermediario tra il pubblico e l’azione, senza esserne coinvolto. Non m’interessa un falso realismo, tutto si svolgerà come su un palco di teatro shakespeariano, cercando di sottolineare una dimensione simbolica, che del resto è presente anche nel libretto di Romani, pieno di metafore da capo a fondo». Vick, inoltre, è fortemente attratto dallo scostamento dell’opera dal panorama del melodramma ottocentesco, poiché «Anna, la protagonista, non è innocente, ha già venduto l’anima prima dell’inizio dell’opera, quando ha acconsentito a sposare Enrico VIII, e ora paga il prezzo di questo patto col diavolo. Anche il re non può essere ridotto a un vilain, a un malvagio puro, come accade nel teatro shakespeariano o in Verdi. E Giovanna non fa altro che seguire la strada tracciata da Anna. Questa ambiguità etica connaturata ai personaggi crea situazioni complesse, giuochi di potere guidati, si capisce, dall’antitesi letto-cuore, ambizione-affetto, ma dove assume rilievo centrale la figura della sovrana che tenta di pianificare gli eventi secondo i propri desideri».

Annalisa Stroppa (Photo Victor Santiago)

Al suo debutto sul podio del Filarmonico Bernàcer, che così si esprime: «Sono molto orgoglioso sia del lavoro svolto con l’Orchestra, che ha dimostrato grande flessibilità e capacità di interazione con i solisti, sia con il Coro, che sa creare un suono bellissimo sia nei concertati, sia nelle parti in cui è protagonista. Nella mia lettura dell’opera ho ricercato il rispetto e la fedeltà all’essenza propria del canto, adattando il legato e il fraseggio alle personalità dei cantanti. Ho cercato di dare all’opera quella fluidità di cui ha bisogno nel rispetto della storia: Anna Bolena, infatti, è la prima opera di Donizetti ad avere una consistenza organica non solo dal punto di vista teatrale, ma anche musicale. E questa lettura cerca di camminare nella stessa direzione della regia di Graham Vick, che trovo veramente molto interessante».

Protagoniste nel ruolo del titolo le voci sopranili di Irina Lungu (29/04, 4/05) ed Elena Mosuc (2, 6/05), mentre nei panni del re Enrico VIII troviamo Mirco Palazzi. Annalisa Stroppa darà voce a Giovanna di Seymour. Si alternano nei panni di Lord Riccardo Percy Antonino Siragusa (29/04, 4/05) e Mert Süngü (2, 6/05). Completano il cast il paggio Smeton, interpretato da Martina Belli insieme a Romano Dal Zovo, e Nicola Pamio che sarà Sir Hervey. La produzione vede impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Foto in alto: Graham Vick

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