Anna Bolena, Gaetano Donizetti (sinopsi)
20 Aprile 2018
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Anna Bolena, Gaetano Donizetti (sinopsi)

Anna Bolena è una tragedia lirica in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani, tratta dal dramma Henri VIII di Marie Joseph de Chénier. La prima rappresentazione fu il 26 dicembre 1830 al Teatro Carcano di Milano.

Personaggi
Enrico VIII, Re d’Inghilterra (basso)
Anna Bolena, sua moglie (soprano)
Giovanna Seymour, damigella di Anna (soprano)
Lord Rochefort, fratello di Anna (basso)
Lord Riccardo Percy (tenore)
Smeton, paggio e musico della regina (contralto)
Signor Hervey, ufficiale del re (tenore)
Cortigiani, ufficiali, lord, cacciatori e soldati (coro)

Atto I
Al castello di Windsor, negli appartamenti della regina, c’è agitazione fra i nobili, che sospettano di un tradimento del re Enrico VIII nei confronti della moglie Anna Bolena, ma l’identità della donna è sconosciuta. Entra Giovanna Seymour, damigella della regina e amante del re, la quale teme che Anna sospetti di lei. Entra Anna Bolena, accompagnata dal paggio Smeaton, al quale chiede di rallegrare l’atmosfera cupa con una canzone. Smeaton è segretamente innamorato della regina, e cantando le dichiara implicitamente il suo amore. Anna rimane turbata dai versi, che le ricordano il suo primo amore, Lord Riccardo Percy, lasciato per sposare Enrico VIII. Il re non è ancora tornato, e Anna intima a tutti di tornare nelle proprie stanze, dicendo a Giovanna di non cedere al fascino della corona come lei stessa aveva fatto in passato. Giovanna, divisa fra il rimorso e la preoccupazione, ha una conversazione di nascosto con il re, il quale le dichiara il suo amore e le promette che si libererà di Anna. Anche se non convinta, Giovanna capisce che è troppo tardi per rimediare. Nel parco del castello si incontrano il fratello di Anna, Lord Rochefort, e Lord Percy, che è tornato dopo un lungo esilio revocato da Enrico VIII. Percy confida all’amico di essere ancora innamorato di Anna. Arriva il re in partenza per una battuta di caccia accompagnato da Anna e rivela a Percy che il suo esilio è stato annullato proprio dalla regina. Lo invita a trasferirsi a corte, ma prima di partire ordina a Hervey, suo ufficiale, di controllare Lord Percy e la moglie. Nel frattempo Smeton si reca nelle stanze di Anna per riportarvi un ritratto che aveva rubato, ma sentendo dei rumori in corridoio, si nasconde. Rochefort convince Anna ad incontrare il disperato Percy e lei accetta malvolentieri. Rimasti soli, Lord Percy dichiara il suo amore ad Anna, ma lei si rifiuta di venir meno ai voti matrimoniali. Percy estrae la spada per uccidersi, ma Smeton esce dal nascondiglio e lo ferma, mentre Anna sviene. Entra Enrico accompagnato da Hervey, e vedendo la scena chiama a sé i suoi soldati, seguiti da damigelle, paggi e Giovanna. Il re accusa Anna di tradimento. Smeton la difende, ma lascia cadere il ritratto rubato, che viene considerato prova inconfutabile. Enrico VIII incarcera Anna, Percy, Rochefort e Smeton di tradimento e li incarcera.

Atto II
Anna è confinata nelle sue stanze. Enrico ordina alle poche damigelle che le fanno visita di lasciarla in totale isolamento. La regina riconosce le stesse pene che aveva fatto passare a Caterina d’Aragona, prima moglie del re, che lui aveva lasciato per la sua dama di compagnia, ovvero Anna Bolena stessa. Entra Giovanna, che le dice che se ammettesse il tradimento il re la perdonerebbe. La regina rifiuta, allora Giovanna confessa. Dopo lo shock iniziale, Anna la perdona e dà la colpa unicamente ad Enrico. Durante il processo, Smeton confessa falsamente il tradimento di Anna, ingannato dalla promessa del re di risparmiare la vita della regina. Anna e Percy sono accompagnati al tribunale. Anna chiede ad Enrico di essere giustiziata senza la vergogna di una condanna, ma il re rifiuta. Lord Percy accusa il re di tradimento, dicendo che in principio Anna era sposata con lui, ma aveva infranto i voti per sposare Enrico VIII. Giovanna implora il re di salvare la vita ad Anna, ma il re non la ascolta. Arriva Hervey che annuncia la condanna a morte per Anna, Lord Percy, Rochefort e Smeton. Nelle prigioni della torre di Londra, Rochefort rivela a Percy di pentirsi di aver convinto Anna a sposare Enrico. Hervey entra con la notizia che il re è disposto a risparmiare i due, ma non la regina. Entrambi rifiutano. Dopo la sentenza Anna impazzisce e ha continue visioni. Hervey raduna i quattro per la condanna. Smeton cerca di farsi perdonare da Anna, che però non lo ascolta, in preda ai deliri. Due colpi di cannone festeggiano le nozze fra Enrico VIII e Giovanna, così Anna ritorna in sé, inveendo contro il re, ma ribadendo il perdono per Giovanna. Sfinita, muore, mentre Smeton, Percy e Rochefort vengono condotti al supplizio.

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