31 marzo 2018
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Un Don Pasquale che si ispira al cinema italiano degli anni Cinquanta

L’opera in scena alla Scala dal 3 aprile al 4 maggio con il nuovo allestimento di Davide Livermore. L’ambiente è una Roma in bianco e nero, elegante e fantastica, tra rovine, pini marittimi, nuovi palazzi in costruzione e l’ingresso di Cinecittà. Riccardo Chailly dirige per la prima volta al Piermarini un titolo di Donizetti –

Dal 3 aprile al 4 maggio va in scena al Teatro alla Scala di Milano, per nove rappresentazioni, Don Pasquale di Gaetano Donizetti, con la direzione del Maestro Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore. Le scene sono firmate da Davide Livermore e Giò Forma, i costumi da Gianluca Falaschi, le luci da Nicolas Bovey e i video da D-Wok. Protagonisti sono Ambrogio Maestri come Don Pasquale, Rosa Feola come Norina, René Barbera al debutto scaligero come Ernesto, Mattia Olivieri come Malatesta e Andrea Porta nella parte del Notaro.

2018, La Scala, Don Pasquale (Photo Brescia Amisano)

Dopo l’apertura della Stagione con Andrea Chénier di Umberto Giordano, il Maestro Riccardo Chailly giunge alla sua ventesima opera alla Scala dirigendovi per la prima volta un titolo di Donizetti. Prosegue così un percorso attraverso il repertorio italiano che ha visto il Direttore Musicale del Teatro alla Scala alternare titoli del grande repertorio spesso presentati in versioni inedite o nuove per la Scala. Don Pasquale viene rappresentato senza tagli, nella revisione secondo la partitura autografa di Piero Rattalino, edita da Casa Ricordi.

Dopo il clamoroso successo del debutto scaligero con l’allestimento di Tamerlano di Händel lo scorso settembre, Davide Livermore torna al Piermarini per una nuova produzione ricca di riferimenti cinematografici. Se per Tamerlano il riferimento era Eizenstejin, la scena di Don Pasquale si arricchisce di elementi tratti dal cinema italiano degli ultimi anni ’50, quando realismo e sogno, patetismo e comicità si fondevano in uno stile di commedia assai simile al “mezzo carattere” dell’opera di Donizetti. L’ambiente è una Roma in bianco e nero, elegante e fantastica, tra rovine, pini marittimi, nuovi palazzi in costruzione e l’ingresso di Cinecittà. Spiega il regista: «Cadute le maschere, in Don Pasquale emergono i personaggi: sullo sfondo rimangono i brandelli dei “tipi” della commedia dell’arte». Dopo le recite di Don Pasquale, Livermore sarà a Mosca per un nuovo allestimento de Un ballo in maschera al Teatro Bol’soj, cui seguiranno Tosca a Valencia, Norma a Bilbao, Manon Lescaut a Barcellona e Aida a Sidney.

2018, La Scala, Don Pasquale (Photo Brescia Amisano)

Ambrogio Maestri è uno dei baritoni più apprezzati del nostro tempo per doti vocali, personalità e carisma scenico. Con Riccardo Muti ha interpretato una galleria verdiana che include Don Carlo ne La forza del destino (in tournée a Tokyo), Falstaff, Renato, Jago e Germont, per poi tornare alla Scala come Dulcamara, Tonio e Amonasro. Tra i suoi prossimi impegni Rigoletto a Los Angeles, a maggio e ancora Falstaff alla Staatsoper di Vienna, a giugno.

Protagonista l’anno scorso de La gazza ladra scaligera diretta da Riccardo Chailly, Rosa Feola è tra le giovani soprano più promettenti, e ha già lavorato con artisti come Riccardo Muti, Zubin Mehta e Fabio Luisi. Tra i prossimi impegni Rigoletto alla Bayerische Staatsoper in giugno e Gianni Schicchi al Münchner Opernfestspiele in luglio.

2018, La Scala, Don Pasquale (Photo Brescia Amisano)

Il debutto alla Scala nella parte che fu di Schipa e Kraus è per René Barbera uno dei punti culminanti di un anno che ha segnato un decisivo sviluppo della sua carriera con il ragguardevole record di nove debutti in una sola stagione: alla Deutsche Oper di Berlino come Edgardo, a Dallas come Alfredo, a Dresda come Duca di Mantova, a Zurigo come Tonio, a Parigi come Almaviva (Rossini), a Monaco come Ramiro, a Trieste come Lindoro, a Valencia come Tito e a Stoccarda come Riccardo (Puritani).

Mattia Olivieri ha debuttato al Piermarini come Schaunard nel 2015, diretto da Gustavo Dudamel (parte ripresa nel 2017 con Evelino Pidò) ed è tornato sempre nel 2015 come Belcore ne L’elisir d’amore diretto da Fabio Luisi in scena e nella trasferta televisiva a Malpensa, e infine nel 2017 Masetto nel Don Giovanni diretto da Paavo Järvi. Ha recentemente riscosso un successo personale nella parte di Alphonse XI ne La Favorite a Firenze, che riprenderà a luglio a Barcellona.

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