14 Mar 2018
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Nove recite per la Bohème con i Maestri Ranzani e Lanzillotta

I due musicisti sostituiscono, alternandosi sul podio, il Maestro Myung-Whun Chung, in convalescenza dopo un incidente. L’allestimento è quello del 2011 firmato da Francesco Micheli per la regia ripresa da Stefania Panighini –

Da venerdì 16 marzo La Bohème di Giacomo Puccini torna in scena con nove recite al Teatro La Fenice di Venezia nell’allestimento del 2011 firmato da Francesco Micheli per la regia (ripresa da Stefania Panighini), Edoardo Sanchi per le scene, Silvia Aymonino per i costumi e Fabio Barettin per il disegno luci. Dirigono, in alternanza, i Maestri Stefano Ranzani e Francesco Lanzillotta, in sostituzione del Maestro Myung-Whun Chung, in convalescenza dopo un incidente stradale.

L’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, preparato da Claudio Marino Moretti, sono diretti da Stefano Ranzani nelle recite del 16, 17, 18, 20, 24 e 25 marzo; da Francesco Lanzillotta nelle recite del 21, 22 e 23 marzo. Sono inoltre impegnate le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, istruite dal maestro Diana D’Alessio. Del cast fanno parte, in alternanza, Ivan Ayon Rivas e Azer Zada (Rodolfo), Julian Kim e Bruno Taddia (Marcello), William Corrò e Francesco Salvadori (Schaunard), Francesco Milanese e Andrea Patucelli (Colline), Andrea Snarski e Matteo Ferrara (Alcindoro) con quest’ultimo impegnato anche nel ruolo di Benoît, Selene Zanetti e Vittoria Yeo (Mimì), Irina Dubrovskaya e Rosanna Lo Greco (Musetta).

2018, La Fenice, La Bohème (Photo Crosera)

2018, La Fenice, La Bohème (Photo Crosera)

Completano la locandina gli artisti del Coro Dionigi D’Ostuni e Carlo Mattiazzo che si alternano nel ruolo di Parpignol, Bo Schunnesson e Cosimo D’Adamo in quello del venditore ambulante, Emiliano Esposito e Nicola Nalesso in quello del sergente dei doganieri, infine Antonio Casagrande e Emanuele Pedrini in quello del doganiere.

Dopo l’affermazione ottenuta con Manon Lescaut (1893), il trentacinquenne Giacomo Puccini prese in considerazione come soggetto per la sua opera successiva le Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, un romanzo d’appendice pubblicato a puntate più di quarant’anni prima nella rivista parigina Le corsaire Satan, trasformato poi dallo stesso Murger e da Théodore Barrière in una pièce in cinque atti, rappresentata con successo nel 1849. La stesura del nuovo libretto per Puccini fu affidata dall’editore Giulio Ricordi ai letterati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, un binomio artistico destinato ad affiancare il compositore lucchese per più di un decennio, fino a Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904). Rappresentata al Teatro Regio di Torino sotto la direzione del ventinovenne Arturo Toscanini il 1° febbraio 1896, La bohème fu accolta con perplessità dalla critica, ma incontrò nelle riprese un sempre crescente successo di pubblico, tanto da divenire una delle opere più popolari di tutti i tempi.

Il libretto, un affresco in cui si alternano momenti di vivacità, di intimità, di rimpianto per il tempo trascorso, di tristezza dolorosa, prevede sei personaggi principali: un quartetto di giovani amici (il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard, il filosofo Colline) e due fanciulle (Mimì e Musetta), tutti ricchi di simpatia e di entusiasmo quanto poveri di quattrini. Il dramma si conclude con la morte per tisi di Mimì tra le braccia dell’amato Rodolfo dopo una separazione ricomposta in extremis; ma più che di una trama vera e propria si può parlare di un susseguirsi di situazioni liriche accomunate da un tema unitario, la celebrazione della giovinezza.

Nove le recite in programma: venerdì 16 marzo 2018 ore 19, sabato 17 marzo ore 15.30, domenica 18 marzo ore 15.30, martedì 20 marzo ore 19, mercoledì 21 marzo ore 19, giovedì 22 marzo ore 19, venerdì 23 marzo ore 19, sabato 24 marzo ore 15.30, domenica 25 marzo ore 15.30.

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