13 dicembre 2017
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La mondanità fatua e donnaiola della Vedova allegra di Lehár

Domenica 17 dicembre l’operetta apre la stagione lirica invernale al Filarmonico di Verona. Regista e coreografo è Gino Landi, con l’allestimento di Fondazione Arena che ha debuttato al Filarmonico nel 2005. Marisa Laurito è Njegus, alle prese con le furberie del ruolo e le trovate più esilaranti –

Per 7 recite, dal 17 al 31 dicembre, torna al Teatro Filarmonico di Verona La vedova allegra, l’operetta in tre atti di Franz Lehár che darà il via alla Stagione lirica 2017-2018 nella città scaligera. L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che ha debuttato al Filarmonico nel febbraio 2005, poi ripresa nel 2014, porta la firma di Gino Landi per regia e coreografia, Ivan Stefanutti per le scene e William Orlandi per i costumi. In questa edizione, la regia è ripresa da Federico Bertolani e le coreografie da Cristina Arrò. Per la prima volta dal podio scaligero, il giovane direttore spagnolo Sergio Alapont è chiamato a dirigere l’Orchestra areniana, il Coro preparato dal Maestro Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino e le voci soliste in programma.

2014, Filarmonico, La Vedova Allegra (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

La vedova allegra (Die lustige Witwe) oltre ad essere ancora oggi la più celebre delle operette è stata uno dei più grandi successi viennesi del XX secolo e può essere considerata un’importante chiave di lettura del genere nel suo complesso. La vicenda è tratta da L’attaché d’ambassade, commedia del 1861 di Henri Meilhac, uno dei più grandi librettisti di Jacques Offenbach, e messa in libretto da Victor Léon e Leo Stein che affidano la stesura della partitura a Franz Lehár.  La prima rappresentazione avviene al Theater an der Wien il 30 dicembre 1905 sotto la direzione dello stesso compositore suscitando nel pubblico un enorme entusiasmo tanto che il titolo resterà in cartellone per mesi registrando sempre il tutto esaurito, per poi approdare anche all’estero. Tradotta in ben 25 lingue, La vedova allegra sarà oggetto di diverse trasposizioni cinematografiche già dal 1907.

L’azione si svolge in una Parigi ancora capitale della Belle époque, i personaggi sono nobili e alti funzionari dell’ambasciata dello Stato immaginario di Pontevedro, nell’Europa centrale, sull’orlo della bancarotta. L’operetta si svolge giocando sui temi tipici del genere: il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze (soprattutto il valzer con il suo sottile erotismo), il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola. Su tutto questo, tuttavia, aleggia una sensazione di decadenza, di un mondo che sta per morire, seppur dipinto in modo gioioso e festante, come si volesse rispecchiare la situazione dell’Austria tra Ottocento e Novecento. Landi mette ben in evidenza queste tematiche, ricreando fasti e ricchezze per una Vedova «allegra, come dice il titolo… uno spettacolo molto leggero ma di grandi prestazioni», che nel terzo atto si arricchisce di un estratto del balletto Gaité Parisienne di Jacques Offenbach e Manuel Rosenthal culminante con il popolarissimo quanto sfrenato Can-Can.

2014, Filarmonico, La Vedova Allegra (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

Altra peculiarità da sottolineare nella visione registica di Landi, è la scelta ormai da anni vincente di affidare il ruolo di Njegus ad un’attrice, anziché ad un comico, per esaltare ancora di più la femminilità dell’allestimento: nei panni di Njegus ci sarà Marisa Laurito, alle prese con le furberie del ruolo e le trovate più esilaranti.

Tra le voci protagoniste, graditi ritorni di interpreti amati dal pubblico del Filarmonico, a partire dall’avvenente Hanna Glawari di Mihaela Marcu (17, 23, 27, 31/12), che per alcune recite si darà il cambio con Elisa Balbo (19, 21, 29/12) accanto all’amato Conte Danilo Danilowitsch impersonato da Enrico Maria Marabelli. Vestirà i panni del Barone Mirko Zeta Giovanni Romeo, di fianco alla Valencienne di Desirée Rancatore (17, 21, 27, 31/12) e Lucrezia Drei (19, 23, 29/12). Interpreteranno il diplomatico Camille de Rossillon Giorgio Misseri (17, 21, 27, 31/12) e Francesco Marsiglia (19, 23, 29/12), mentre nel Visconte Cascada troveremo Francesco Paolo Vultaggio e in Raoul de St. Brioche Stefano Consolini. Completano quindi il cast nuove interessanti voci, al loro debutto sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: Daniele Piscopo in Bogdanowitsch e Serena Muscariello in sua moglie Sylviane; Andrea Cortese per Kromow, Lara Rotili nel ruolo di Olga, Nicola Ebau per Pritschitsch e Francesca Paola Geretto nella consorte Praškowia.

La produzione impegna Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona. Repliche: martedì 19 dicembre ore 19; giovedì 21 dicembre ore 20; sabato 23 dicembre ore 15.30. Mercoledì 27 dicembre, venerdì 29 dicembre, domenica 31 dicembre ore 20.30 (fuori abbonamento).

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2014, Filarmonico, La vedova allegra (Photo Ennevi), Fondazione Arena)

Prezzi Opera da euro 11 a euro 60
biglietteria@arenadiverona.it
Call center 045.8005151

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