16 settembre 2017
redazione (199 articles)
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Così Verona ha ricordato Maria Callas a 40 anni dalla scomparsa

Un incontro alla libreria Feltrinelli con Italo Moscati, autore di un film e di un libro sul celebre soprano. L’ascolto della Divina al Museo della Radio –

Il libro Non solo voce, Maria Callas. Mai amata regalò l’amore (Castelvecchi, 2017) nasce da un film documentario che la Rai commissionò a Italo Moscati, scrittore, regista e sceneggiatore, per ricordare il soprano greco a 30 anni dalla morte. Poi il film è diventato un libro, come racconta l’autore durante l’incontro alla libreria Feltrinelli di Verona organizzato venerdì 15 settembre dal Festival internazionale Scaligero Maria Callas per la ricorrenza dei 40 anni. A intervistare Moscati il Maestro Nicola Guerini, presidente del Festival.

La Callas tutti la ricordano per la voce e fuori da questa dimensione il rischio è che la sua vita, accompagnata da un grande successo artistico ma anche da delusioni e sofferenze personali, si esaurisca nel gossip, «per questo nel film ho voluto affidarmi alle immagini – ha detto Moscati – spesso prive di suono, ma in grado con la loro carica espressiva di cogliere l’anima dell’artista, là dove arte e umanità si intrecciano». Da una parte ne esce una Callas non solo per melomani, più autentica nella sua integrità, dall’altra «al di là della voce si coglie quella sensibilità del personaggio che era il suo punto di forza sulla scena per la quale tutte la temevano».

2017-09-16, Museo della radio (Verona)

Moscati racconta l’incontro del soprano a New York con il basso Nicola Rossi Limeni e il tenore Giovanni Zenatello; poi il viaggio a Verona dove le viene presentato il futuro marito Giovanni Battista Meneghini che la aiuta nel debutto in Arena; seguono gli anni travagliati con Aristotele Onassis, conosce Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pier Paolo Pasolini: «In queste persone cercava quello che le poteva servire – spiega Moscati – ma diversamente che sulla scena nei rapporti affettivi è stata una perdente, dimostrando sempre superiorità nei confronti di coloro con i quali aveva condiviso amore».

Sabato 16 settembre le celebrazioni sono continuate al Museo della radio, dove  alle 13,30 è stato possibile udire la voce di Maria Callas riprodotta da un grammofono antico. «A Verona abbiamo avuto questo grande soprano – ha dichiarato Francesco Ernani, Sovrintendente all’Arena di Verona dal 1986 al 1990 –, un’artista che ha saputo con il suo canto trasformare l’Arena in uno dei teatri lirici più importanti al mondo: questo ricordo va difeso e diffuso». «Il talento di Maria Callas, la sua grande rivoluzione, la sua vita segnata dalla passione e costellata dal dolore, hanno fatto di lei non solo “La Callas”, ma un’intera “epoca” – ha concluso il Maestro Guerini –. Maria Callas si è spenta quarant’anni fa: di lei, oggi, vivono la donna, il mito e la più grande artista moderna del teatro musicale».

Durante le celebrazioni è stato presentato in anteprima nazionale il cofanetto Maria Callas Live, con brani dal vivo rimasterizzati, edito da Warner Classic.

Foto in alto: 2017-09-15, Italo Moscati, Nicola Guerini (Photo Aom)

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