10 Agosto 2017
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Saimir Pirgu: «Solo eccellenze per la IX Sinfonia di Beethoven»

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INTERVISTA – Pirgu in Arena si è già esibito nel Don Giovanni e in Rigoletto mentre quest’anno è la voce tenorile per il concerto di gala: «La IX Sinfonia è un miracolo di composizione e per affrontarla il quartetto vocale deve esprimere il massimo» –

Martedì 15 agosto l’Arena di Verona ospita il Gala IX Sinfonia di Beethoven (Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, “Corale”) sotto la direzione del Maestro Daniel Oren e con la partecipazione del soprano Erika Grimaldi, del contralto Daniela Barcellona, del tenore Saimir Pirgu e del basso Ugo Guagliardo. Orchestra e Coro (diretto dal Maestro Vito Lombardi) sono dell’Arena di Verona. Opera Arena Magazine ha intervistato Saimir Pirgu.

2015, Arena, Don Giovanni (Foto Ennevi, Fondazione Arena)

2015, Arena, Don Giovanni (Foto Ennevi, Fondazione Arena)

«La IX Sinfonia è un miracolo di composizione e per affrontarla il quartetto vocale deve essere di altissimo livello – spiega l’artista – e ciò vale anche per l’Orchestra e il Coro».

Saimir Pirgu, tra le stelle più brillanti del panorama lirico internazionale, ha riscosso trionfi nei teatri e festival più importanti al mondo. Il giovane tenore completa i suoi studi vocali con Vito Maria Brunetti a Bolzano e si perfeziona sotto la guida di Luciano Pavarotti. All’età di 22 anni viene selezionato da Claudio Abbado per interpretare la parte di Ferrando in Così fan tutte a Ferrara, ruolo con il quale nel 2004 diventa il più giovane cantante nella storia a debuttare al Festival di Salisburgo in un ruolo principale. Nel settembre 2013 Pirgu viene insignito del prestigioso “Pavarotti D’Oro”. Nel 2016 gli è stato conferito il premio “Verona Lirica”.

– Saimir Pirgu, ci può descrivere che cosa si prova a cantare in uno spazio così grande come quello dell’Arena di Verona…

«L’Arena è un posto magico nel quale si respira un’atmosfera speciale, un teatro così particolare che non ha eguali nel mondo e nel quale mi sono sentito a mio agio sin dal primo giorno in cui ho calcato il suo palcoscenico. Cantare in uno spazio così grande, e per di più all’aperto, è sicuramente cosa a cui noi cantanti lirici non siamo molto abituati. Ciononostante, nel mio caso, non ho trovato particolari difficoltà nell’affrontare gli spazi areniani: affinché la voce possa arrivare al pubblico chiara, pulita e senza forzature non bisogna concentrarsi nel cantar forte, bensì nel raccogliere tutte le energie al fine di ottenere un suono di qualità e proiettato nel miglior modo possibile. Cantare sotto le stelle delle serate estive, circondato da un pubblico numerosissimo e, per di più, poi, a pochi passi da casa è qualcosa di unico ed indescrivibile e che mi rende particolarmente orgoglioso di aver scelto Verona come città dove vivere».

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

– Pirgu, quali sono i ruoli che ha finora cantato in Arena?

«Quando mi è stato possibile inserire in calendario un impegno all’Arena di Verona l’ho sempre fatto con molto piacere. Ho partecipato nel 2012 alla prima produzione del Don Giovanni nel ruolo di Don Ottavio con la regia di Franco Zeffirelli (produzione che ho poi ripreso nel 2015).  Sono poi tornato con successo per vestire i panni del Duca di Mantova in Rigoletto, nel 2013».

– Quali altri ruoli le piacerebbe interpretare?

«La Bohème, Lucia di Lammermoor, L’elisir d’amoreRigoletto, quest’ultimo tra l’altro già cantato con successo in Arena nel 2013. Sono le opere e i ruoli che penso siano idonei non solo agli spazi areniani, ma anche alla mia vocalità attuale».

– Alcuni pensieri e impressioni sulla IX Sinfonia di Beethoven, che eseguirà in Arena il 15 agosto, e sulle difficoltà tecniche della parte tenorile in particolare.

«È un capolavoro assoluto e un vero miracolo se pensiamo che fu composta quando Beethoven era ormai praticamente sordo, una perla immortale della musica che ci permette di annoverare il grande compositore tra i geni indiscussi di tutti i tempi. Quanto alla parte tenorile, seppur breve, è molto delicata, difficile musicalmente ed anche vocalmente. Come accade anche per le altri tre voci soliste, Beethoven, a differenza degli altri compositori del tempo, azzarda maggiormente e spinge i cantanti all’interno di una logica strumentale: la voce, ed ogni altro strumento, acquistano senso e trovano la loro giustificazione solo quando l’una è posta al servizio degli altri e viceversa e, per un’ottima riuscita di questo capolavoro, è importantissimo poter contare su un quartetto vocale di altissimo livello».

Saimir Pirgu (Paul Scala)

Saimir Pirgu (Paul Scala)

– Saimir Pirgu, ha già collaborato con il Maestro Oren?

«Ho avuto la fortuna di collaborare con il Maestro Oren diverse volte, anche quando ero molto giovane. Ero agli inizi, avevo appena 19 anni e mi diresse in Lucia di Lammermoor. Lo rincontrai alcuni anni dopo al Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno, di cui è Direttore artistico, dove abbiamo fatto uno splendido Roméo et Juliette; e poi anche per il primo Don Giovanni in Arena del 2012, e ancora in Rigoletto. È un direttore che stimo particolarmente e con cui si è creata sin da subito un’ottima sintonia musicale e sicuramente collaboreremo ancora molto in futuro. Penso che il Maestro Oren sia un direttore eccezionale e di talento, da cui puoi imparare veramente tanto perché, oltre la grande esperienza in orchestra, è sempre stato anche un ottimo conoscitore e amante delle voci».

– Quali saranno i prossimi impegni, debutti e nuovi ruoli?

«Subito dopo il concerto di gala in Arena partirò per Buenos Aires per alcune recite di Traviata al Teatro Colón, dopodiché tornerò in Italia in settembre per debuttare nel ruolo di Gabriele Adorno nel Simon Boccanegra al Teatro San Carlo di Napoli e successivamente come Pinkerton nella nuova produzione di Madama Butterfly all’Opernhaus di Zurigo. Seguiranno, tra gli impegni più prossimi, Roméo et Juliette a Barcellona, Rigoletto a Monaco, L’elisir d’amore e Werther a Tokyo, La Traviata ed Elisir a Vienna».

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Si ringrazia O-PR Communications, Berlin

Foto in alto: Saimir Pirgu (Photo Paul Scala)

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