29 luglio 2017
Paolo Corsi (18 articles)
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Callas e Tebaldi, 70 anni fa le divine rivali all’Arena di Verona

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Nell’agosto del 1947 il debutto in Arena di Maria Callas nella Gioconda di Ponchielli e di Renata Tebaldi nel Faust di Gounod. L’inizio di due strepitose carriere e di una rivalità che ancora appassiona i fan di tutto il mondo

Esattamente 70 anni fa, nell’estate del 1947, il pubblico di Verona assisteva al debutto areniano di due giovani interpreti: l’italiana Renata Tebaldi e la statunitense di origine greca Maria Callas. La Tebaldi era già nota al pubblico dei melomani: l’anno precedente aveva preso parte a un concerto alla Scala di Milano, voluto nientemeno che dal grande direttore Arturo Toscanini. Un evento che le aveva dato una notevole visibilità. Della Callas, invece, si sapeva ancora poco e, stando alle cronache, pubblico e critica non si accorsero subito del grande potenziale dell’artista.

In quella stagione areniana la Tebaldi interpretava Margherita nel Faust di Charles Gounod, accanto al basso Nicola Rossi Lemeni e al tenore Giovanni Malipiero. La Callas era la Gioconda, nell’omonima opera di Amilcare Ponchielli, con Nicola Rossi Lemeni, il baritono Carlo Tagliabue e il tenore Richard Tucker, anch’egli al suo debutto areniano. Entrambe le opere erano dirette da Tullio Serafin, con la regia di Augusto Cardi.

Carlo Tagliabue, Anna Maria Canali, Maria Callas, Richard Tucker, Elena Nicolai, Verona, Castelvecchio, 1947

Carlo Tagliabue, Anna Maria Canali, Maria Callas, Richard Tucker, Elena Nicolai, Verona, Castelvecchio, 1947

L’esordio avrebbe dovuto essere della Tebaldi, ma la pioggia fece saltare la prima del 31 luglio. Toccò quindi alla Callas inaugurare la sua Gioconda il 2 agosto, per lasciare il campo la sera successiva al Faust e alla collega.

La recensione del Faust su Il nuovo Adige del 4 agosto 1947 aveva belle parole per la giovane soprano: “Renata Tebaldi ha voce fresca, facile, ben preparata, di timbro bellissimo, voce che persuade e trascina, sbocciante in un incanto di gaia giovinezza”. Quanto alla Gioconda e alla Callas, si parlava più dei suoi già noti colleghi di palco che di lei, che era comunque indirettamente elogiata in un trafiletto in coda alla recensione del Faust, il quale si limitava ad annunciare la replica di Gioconda con “gli stessi valentissimi interpreti dello spettacolo inaugurale”.

Com’è noto, Maria Callas non impiegò molto ad imporsi all’attenzione degli appassionati dell’opera, cosicché gli anni successivi furono per entrambe una marcia trionfale verso un successo planetario, tale da farle considerare ancora oggi le due più grandi soprano della storia dell’Opera del Novecento. Verona le ebbe ospiti anche l’anno successivo, il 1948, con la Tebaldi impegnata in Otello e la Callas in Turandot, quindi in altre occasioni, fino al 1957, anche se mai più tutte e due nella stessa stagione.

1968-09-17, New York, Renata Tebaldi, Maria Callas

1968-09-17, New York, Renata Tebaldi, Maria Callas

Sulle loro storie, sulle loro voci monumentali e specialmente sulla loro rivalità si sono versati fiumi d’inchiostro. Questo perché l’umanità ha bisogno del dualismo: da Caino e Abele, fino a Coppi e Bartali, passando per Achille ed Ettore, Mozart e Salieri e tanti altri ancora, è tutto un susseguirsi di storie di antagonismi, nei più disparati ambiti dell’agire umano. Obiettivamente, senza il dualismo la vita sarebbe una noia mortale. Un buon motivo, dunque, per inventarlo e alimentarlo all’occorrenza. Che è quanto accaduto alle due dive della lirica, che si sono prese e contese la scena per buona parte degli anni Cinquanta, all’insegna di una rivalità divenuta leggendaria, più per merito dei fan che di loro stesse.

Due vocalità e due modi di interpretare sublimi, ma decisamente agli antipodi, che non potevano non dividere i rispettivi estimatori. La Tebaldi era la massima espressione del bel canto: la sua voce accarezzava l’orecchio (“Voce d’angelo”, secondo la nota definizione di Toscanini), con un’emissione omogenea e una grazia ammaliante. La voce della Callas seduceva per altra via, con timbri e sonorità che cambiavano assieme alla situazione psicologica del personaggio, provocando anche turbamento e persino fastidio. Se per gli ammiratori della Tebaldi la Callas era l’antitesi del bel canto, per quelli della Callas il canto della Tebaldi era noioso e poco appassionato.

Avrebbe potuto accadere qualcosa di simile anche ad altri grandi della lirica, come per esempio Pavarotti e Domingo (per quanto una rivalità al femminile risulti più intrigante), se questi non avessero spiazzato tutti cominciando a fare concerti insieme: parecchi anni fa, nella vetrina di un rigattiere, faceva bella mostra una fotografia, presentata come autentica rarità, che ritraeva i due tenori a braccetto mentre sorridevano al fotografo, il tutto ben prima del famoso concerto di Caracalla del 1990, assieme anche a José Carreras.

Nicolai, Votto, Callas, Arena, La gioconda, 1952 (Photo Piccagliani)

Elena Nicolai, Antonino Votto, Maria Callas, Arena, La gioconda, 1952 (Photo Piccagliani)

Una fotografia che ricorda quella che ritrae l’abbraccio fra le nostre al Metropolitan di New York nel 1968, dove la Tebaldi aveva cantato nell’Adriana Lecouvreur, ricevendo la visita e le congratulazioni della Callas. Una fotografia rimasta storica, benché le due si fossero successivamente tenute spesso in contatto.

Erano concorrenti e pure rivali a beneficio dei fan, ma non nemiche come si vorrebbe. Erano molto diverse, ma avevano anche molte cose in comune. Quasi coetanee (solo un anno di differenza tra le due) hanno entrambe calcato le scene dei più prestigiosi teatri e collaborato con i più grandi artisti del loro tempo. Hanno avuto vite movimentate, anche se quella della Callas è stata più tribolata e si è tristemente conclusa anzitempo.

Nel loro periodo d’oro sono state il simbolo dei due maggiori teatri del mondo: Maria Callas regina della Scala di Milano e Renata Tebaldi del Metropolitan di New York.

Ora di loro ci rimangono le incisioni e qualche filmato, oltre a non poche testimonianze della grandezza della loro arte, di cui anche le pietre dell’Arena di Verona sono state testimoni.

Paolo Corsi

Foto in alto: 1968-09-17, New York, Renata Tebaldi, Maria Callas

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Paolo Corsi

Paolo Corsi

Paolo Corsi è nato a Verona e vive in provincia di Trento. È attore, autore e critico teatrale. Da sempre appassionato d'opera, ha studiato canto e si è esibito come solista e in varie formazioni corali, partecipando come corista ad alcuni allestimenti di opere di Verdi, Rossini e Mozart. www.paolocorsi.it - posta@paolocorsi.it