30 Giugno 2017
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Ancora Verdi in Arena con il Rigoletto di Ivo Guerra

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Dopo Nabucco e Aida la terza opera del Festival 2017 è Rigoletto, proposto dal 1 al 27 luglio per 5 date con le scene  di Raffaele del Savio, i costumi di Carla Galleri e sul podio il maestro Julian Kovatchev. Nel cast Stelle e giovani talenti –

Dopo Nabucco e Aida la terza opera del Festival 2017 all’Arena di Verona è Rigoletto di Giuseppe Verdi, proposto dal 1 al 27 luglio per 5 date nell’allestimento del regista Ivo Guerra, con le scene di Raffaele del Savio, che riproducono all’interno dell’anfiteatro una piccola città di Mantova e i costumi di Carla Galleri.

Alla conferenza stampa di presentazione, il 30 giugno nella sede di Fondazione Arena erano presenti il soprano Elena Mosuc, il tenore Gianluca Terranova, il direttore Julian Kovatchev, il sovrintendente Giuliano Polo e il direttore artistico Raffaele Polcino, che ha presentato il cast dei cantanti.

Notevole il turn over degli artisti, scelta motivata da Polcino con il desiderio di sperimentare un mix di grandi star e giovani talenti. Per le 5 rappresentazioni in programma, il Duca di Mantova è interpretato da Gianluca Terranova (1, 27/7), Francesco De Muro (6/7), Arturo Chacón-Cruz (14, 19/7); Rigoletto da Amartuvshin Enkhbat (1, 6/7), Carlos Álvarez (14, 19/7), Leo Nucci (27/7); Gilda da Elena Mosuc (1/7), Jessica Pratt (6/7) Ekaterina Siurina (14, 19/7), Jessica Nuccio (27/7). Fissi invece i personaggi minori: Sparafucile è Andrea Mastroni, Maddalena è Anna Malavasi, Giovanna è Alice Marini, il Conte di Monterone è Nicolò Ceriani, Marullo è Marco Camastra, Matteo Borsa è Francesco Pittari, il Conte di Ceprano è Dario Giorgelè, la Contessa di Ceprano è Marina Ogii, Usciere di corte è Omar Kamata e Paggio della duchessa è Lara Lagni.

2017-06-30 Elena Mosuc, Giuliano Polo, Julian Kovatchev durante la presentazione di Rigoletto

2017-06-30 Elena Mosuc, Giuliano Polo, Julian Kovatchev durante la presentazione di Rigoletto

Rigoletto, primo titolo della Trilogia popolare verdiana – gli altri due sono Il trovatore e La traviata – è un’opera intimamente legata a Verona perché messa in scena al Teatro Filarmonico  nel dicembre del 1851, pochi mesi dopo il debutto alla Fenice di Venezia, che avvenne l’11 febbraio dello stesso anno. In Arena l’opera fu rappresentata la prima volta nel 1928, per tornare poi in cartellone per 15 stagioni in dieci diversi allestimenti e per ben 97 recite. Tra le curiosità uno spettatore d’eccezione, Giuseppe Garibaldi, che il 7 marzo 1867 era al Teatro Filarmonico per assistere al melodramma verdiano.

La lettura che Ivo Guerra offre al pubblico è fedele al libretto di Francesco Maria Piave, alle indicazioni della partitura e prende ispirazione proprio dalla prima rappresentazione areniana del 1928, come omaggio alle grandiose messe in scena dei primi festival lirici. L’allestimento debutta nel 2003 e viene ripreso nel 2004, nel 2008 e nel 2013, in occasione del Festival del Centenario dell’Arena di Verona.

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

Quella di Ivo Guerra si può definire una messa in scena tradizionale, con elementi di modernità identificabili soprattutto nel movimento attoriale e nel trucco quasi espressionista dei figuranti. Una scelta evidenziata sia dalla scenografia, per lo più pittorica, ad opera di Raffaele Del Savio, che riproduce sulle gradinate dell’anfiteatro l’aspetto rinascimentale della città di Mantova, sia dai ricercati costumi cinquecenteschi ricreati da Carla Galleri.

Definita dallo stesso Verdi la sua opera migliore, Rigoletto viene terminato il 5 febbraio 1851 a Busseto. Per la loro vena verista Rigoletto,  Il trovatore e La traviata vengono considerati come la premessa alla nascita del dramma borghese di fine Ottocento. In Rigoletto, infatti, il soggetto è incentrato sulla drammatica figura del buffone di corte Triboulet del romanzo Le Roi s’amuse di Victor Hugo. «Io trovo appunto bellissimo rappresentare questo personaggio esternamente difforme e ridicolo, internamente appassionato e pieno d’amore» scriveva Verdi all’amico librettista Francesco Maria Piave.

La partitura delinea quindi caratteri psicologicamente complessi e sfaccettati, combinando la ricchezza melodica con la forza dell’azione scenica. Ne risulta un’opera in tre atti insieme grottesca e sublime, che ruota attorno al leit motiv della maledizione, tema che ricorre dal preludio alla conclusione in una riuscita simbiosi di musica e testo.

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

Foto in alto: 2013, Arena, Rigoletto (Photo Ennevi, Fondazione Arena)

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