3 maggio 2017
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Il Don Giovanni di Mozart, per Kierkegaard la perfezione

L’opera, in scena dal 6 maggio al 6 giugno alla Scala di Milano, fu rappresentata la prima volta il 29 ottobre 1787 al Teatro degli Stati di Praga. Esistono due stesure: quella detta “praghese” e una seconda “emendata”, più accettabile per il pubblico conservatore di Vienna del tempo ma che ebbe meno successo.

Debutta alla Scala di Milano il 6 maggio il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart per la regia di Robert Carsen e diretto dal Maestro Paavo Jarvi. Il dramma giocoso in due atti tratto dal libretto di Lorenzo Da Ponte replica il 9, 12, 14, 17, 19, 28 maggio e il 3 e 6 giugno 2017.

Don Giovanni commissionato a Mozart dall’imperatore Giuseppe II andò in scena il 29 ottobre 1787 al Teatro degli Stati di Praga, dove il Salisburghese aveva ottenuto un grande successo con Le nozze di Figaro. Anche in questa occasione un esito trionfale. Dell’opera esistono però due stesure: quella detta “praghese” e una seconda “emendata”, più accettabile per il pubblico conservatore di Vienna, rappresentata nel maggio dell’anno seguente, che ebbe un successo meno clamoroso di quello praghese.

Per quest’opera Mozart affidò il libretto ancora a Lorenzo Da Ponte, che già molto impegnato con Antonio Salieri, per venire a capo dell’impresa, si era ispirato, apportando notevoli modifiche, al Convitato di pietra di Giovanni Bertati – musica di Cazzaniga – che certamente a sua volta aveva derivato il suo testo da un dramma del grande scrittore Tirso de MolinaIl seduttore di Siviglia e il convitato di pietra. Non è escluso tuttavia che sia Mozart sia Da Ponte non abbiano tenuto presente Don Giovanni e il convitato di pietra di Molière.

Notevoli sono gli interventi della moderna musicologia su quest’opera così “aperta”. Ci sembra però interessante una rapida ricognizione nel passato: tra i tanti famosi cultori ed esegeti di Mozart ha un posto di primo piano Bernhard Paumgartner, allievo di Bruno Walter, autore di un libro (1927) che rimane un classico nella storiografia mozartiana. Quasi lapalissiana, incontrovertibile è una sua riflessione: “Don Giovanni pur ponendo allo studioso mille problemi non ha problemi ed è comprensibile anche all’ascoltatore più ingenuo, accessibile a tutti in mille misure diverse”.

Folgorante e categorica è invece la definizione che in un lungo saggio (Don Giovanni. La musica di Mozart e l’eros) Søren Kierkegaard dedica all’opera: “Don Giovanni è un lavoro senza macchia, di ininterrotta perfezione”.

Michaele Levine (scene), Brigitte Reiffensstuel (Costumi), Robert Carsen e Peter Van Praet (luci), Philippe Giraudeau (Coreografia). Personaggi e interpreti: Don Giovanni Thomas Hampson, Donna Anna Hanna-Elisabeth Müller, Don Ottavio Bernard Richter, Il Commendatore Tomasz Konieczny, Donna Elvira Anett Fritsch, Leporello Luca Pisaroni, Masetto Mattia Olivieri.

Foto in alto: 2017, La Scala, Don Giovanni (Photo Brescia Amisano, La Scala)

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