19 Aprile 2017
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Dopo 200 anni La Gazza ladra torna alla Scala con Salvatores

Dal 12 aprile al 7 maggio in scena a Milano il capolavoro milanese di Rossini, con un nuovo allestimento, la regia del premio Oscar Gabriele Salvatores e un cast che raccoglie le migliori voci della nuova generazione rossiniana.

Dal 12 aprile al 7 maggio va in scena alla Scala di Milano La Gazza Ladra, melodramma in due atti con musica di Gioachino Rossini e libretto di Giovanni Gherardini. Si tratta della trentunesima opera di Rossini – presentata alla Scala il 31 maggio 1817 ma non più rappresentata al Piermarini dal 1841 – che torna a Milano per otto recite, dal 12 aprile al 7 maggio con la direzione di Riccardo Chailly, la regia del Premio Oscar Gabriele Salvatores, scene e costumi di Gian Maurizio Fercioni e un cast che raccoglie le migliori voci della nuova generazione rossiniana: Rosa Feola come Ninetta, Edgardo Rocha come Giannetto, Paolo Bordogna come Fabrizio Vingradito, Alex Esposito come Fernando Villabella, Serena Malfi come Pippo e Teresa Iervolino come Lucia, insieme al Gottardo autorevole di Michele Pertusi. L’omaggio al bicentenario dell’opera si inscrive nel progetto di portare al Piermarini il repertorio italiano nella sua interezza, a partire dalle opere che hanno avuto qui la loro prima rappresentazione assoluta.

Gabriele Salvatores (Photo Brescia Amisano)

Gabriele Salvatores (Photo Brescia Amisano)

“Il successo fu talmente enorme, il lavoro suscitò un tale furore che ad ogni momento il pubblico in massa s’alzava in piedi per coprire Rossini d’acclamazioni”: così Stendhal, grande cultore dell’arte italiana, presente alla prima, racconta l’accoglienza dei milanesi per un’opera senza dubbio anomala nella produzione rossiniana. E il successo durò a lungo, se nelle diverse riprese scaligere fino al 1841 “la Gazza” conta ben 158 rappresentazioni.

Dopo gli anni napoletani il compositore era deciso a riconquistare il favore dei milanesi con un lavoro di grande effetto musicale e drammatico, innovativo fin dalla celebre ouverture aperta da due rulli di tamburi militari. Un suono inedito, che scandalizzò i musicisti dell’orchestra (si dice che un violinista andasse dicendo che bisognava assassinare il compositore; curiosamente analoghi dubbi accolsero in principio la decisione di Arturo Toscanini di aprire con la celeberrima ouverture il concerto inaugurale della Scala ricostruita nel 1946), e che preludeva a un racconto in cui le parti comiche cedevano il passo a una vicenda di drammatico realismo: la storia vera di una giovane domestica condannata a morte per il furto di una posata.

2017, La Scala, La Gazza Ladra (Photo Brescia Amisano)

2017, La Scala, La Gazza Ladra (Photo Brescia Amisano)

Il libretto di Gherardini, già condirettore del Giornale Italiano, è tratto dal “mélodrame historique” La pie voleuse di Louis-Charles Caigniez e Théodore Baudouin d’Aubigny (1815), a sua volta ispirato dalla tradizione parigina di celebrare ogni anno nella chiesa di Saint-Jean-en-Grève una “Messe de la Pie” in espiazione dell’errore dei giudici che avevano fatto giustiziare una cameriera per la scomparsa di alcune forchette poi ritrovate nel nido di una gazza.

Nella versione di Gherardini e Rossini, il cui titolo originale doveva essere Avviso ai giudici, la polemica contro gli eccessi di una giustizia selvaggia e gli abusi del potere costituito nei confronti di una popolazione indifesa (“uom maturo e magistrato, vi dovreste vergognar”) riprendeva temi fondanti della cultura illuminista lombarda dai tempi di Pietro Verri, Cesare Beccaria e Giuseppe Parini.

Riascoltare oggi “la Gazza” significa anche ripensare allo stereotipo di un Rossini reazionario in termini estetici e politici, peraltro già ampiamente messo in dubbio in sede critica ed esecutiva. Nel saggio contenuto nel programma Emilio Sala ricorda le parole di Giuseppe Mazzini nella sua Filosofia della Musica: “Rossini ha compìto nella musica ciò che il romanticismo ha compìto in letteratura”.

2017, La Scala, La Gazza Ladra (Photo Brescia Amisano)

2017, La Scala, La Gazza Ladra (Photo Brescia Amisano)

Né compositore di Metternich né edonista estraneo al suo tempo, Rossini mostra ben prima del Guglielmo Tell e quattro anni dopo il coro patriottico dell’Italiana un volto non certo rivoluzionario, ma politico sì, e soprattutto partecipe delle tensioni culturali che attraversavano l’Europa. Figlio di un entusiasta sostenitore dei francesi, cosmopolita per vocazione e per interesse, Rossini si mostra ancora una volta irriducibile agli schematismi storici e critici e firma con “la Gazza” un capolavoro in cui confluiscono sensibilità e tradizioni diverse in un progressivo incupirsi del colore drammatico, dalla commedia alla scena del supplizio, fino alla liberazione in extremis, nella migliore tradizione dell’opéra à sauvetage

Luci di Marco Filibeck, movimenti coreografici di Emanuela Tagliavia, marionette, costumi e animazione a cura della Compagnia marionettistica Carlo Colla e figli. Prosegue anche in occasione de La gazza ladra la collaborazione tra il Teatro alla Scala e la RAI,  che trasmetterà l’opera alla radio, in televisione e nei cinema di tutto il mondo. Dopo la prima di mercoledì 12 aprile alle ore 20, gli altri spettacoli si terranno alle ore 20 di sabato 15 aprile 2017 Martedì 18 aprile, Sabato 22 aprile, Mercoledì 26 aprile, Sabato 29 aprile, Martedì 2 maggio, Venerdì 5 maggio, e Domenica 7 maggio alle ore 15. Prezzi: da 230 a 14 euro. Per informazioni telefono 02.72003744; biglietteria@fondazionelascala.it 

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