Denaro e cultura, un incontro all’Università di Verona
18 Aprile 2017
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Denaro e cultura, un incontro all’Università di Verona

Giovedì 20 aprile primo appuntamento con le Messedaglia Lectures dal titolo “Denaro con la cultura. Un binomio impossibile?” organizzato dal dipartimento di Scienze economiche dell’università di Verona in collaborazione con Banco BPM.

La collaborazione tra il dipartimento di Scienze economiche dell’università di Verona e Banco BPM si rinnova anche quest’anno nel nome del grande economista e scienziato veronese Angelo Messedaglia, a cui è dedicata una serie di conferenze – Messedaglia Lectures – ormai giunte alla quarta edizione.

Le Messedaglia Lectures si apriranno il 20 aprile alle ore 10.30 nell’aula magna dell’università di Verona (Polo Zanotto), con l’incontro “Musica, arte e soldi pubblici. Passi per un futuro possibile”. Prestigioso il tavolo dei relatori, introdotti da Sergio Noto, docente di Storia economica e coordinatore degli incontri. Porterà la sua esperienza internazionale di musicista, scrittore, politico, giornalista e produttore Tim Renner, già nel consiglio di amministrazione della Fondazione dei Berliner Symphoniker, manager del gruppo Rammstein, e fino a pochi mesi fa segretario per gli Affari culturali della città di Berlino.

In tutta Italia, ma in particolar modo a Verona, anche per lo stato di crisi in cui versa la Fondazione Arena, il dibattitto è al centro della discussione politica, ma poco conosciuto al grande pubblico. Alexander Pereira, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, Christian Greco, direttore del Museo egizio di Torino, la direttrice dell’Accademia dell’Opera di Verona, Cecilia Gasdia, insieme a Giuliano Polo, sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, nonché allo scenografo e regista Luciano Cannito sono tra le peronalità più autorevoli per fornire un quadro esauriente dei pro e contro nel dibattito enti pubblici-società private, promozione della cultura (sancita costituzionalmente) e obiettivi di sana gestione del denaro pubblico.

Infatti se da una parte c’è chi ritiene, prosaicamente, che “con la cultura non si mangia”, è altrettanto vero che in Italia e nel mondo esistono importanti esempi che dimostrano che il patrimonio artistico, se ben gestito, può creare un indotto rilevante, con ricadute positive per tutta l’economia del Paese.

Foto in alto, Tim Renner (Photo Alexander Mertsch)

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